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Per quanto potenti possano diventare i calcolatori e per quanto efficienti possano essere gli algoritmi esistono campi in cui il numero di variabili in gioco è talmente elevato che anche il più potente dei supercomputer necessiterebbe di anni di elaborazioni prima di fornire qualche risultato. La risposta a queste esigenze decisamente non convenzionali si chiama GRID computing. Attraverso un'infrastruttura GRID la potenza di calcolo di laboratori universitari, centri di ricerca pubblici e privati, istituzione ed in prospettiva singoli utenti, può essere condivisa consentendo elaborazioni altrimenti impossibili. L'Europa è all'avanguardia in questa promettente tecnologia in cui sono impegnate anche molte entità italiane (tra cui l'Università della Calabria). Dal 2002 al 2006 ben 130 milioni di euro sono stati investiti dall' UE in questo settore.
Ora per voce del commissario per la Società dell'informazione Viviane Reding, la Commissione Europea ha annunciato la seconda fase di investimento che prevede lo stanziamento di ulteriori 78 milioni di euro a finanziare 23 distinti progetti. Tra questi potrebbe rivelarsi strategico XTREEMOS che basato sulle potenzialità dell'ambiente Linux ha come obiettivo lo sviluppo di ambienti produttivi completamente digitali da mettere a disposizione degli utenti delle reti GRID.
Fonte: Punto Informatico
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