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Vi riportiamo alcuni risultati emersi da una recente ricerca di Eurisko ed Intel sulle donne ed il loro rapporto con la tecnologia.
Le donne considerate nella ricerca sono quelle con un'età compresa tra 30 e 60 anni, cioè nel pieno della loro vita attiva.
Sarà anche un luogo comune, ma le statistiche oggi lo confermano una volta di più se ce ne fosse bisogno: secondo la stragrande maggioranza delle donne italiane (75%), il loro genere è di per sè molto più “multitasking”, ovvero capace di svolgere più attività in simultanea, rispetto a quello maschile.
L’uso delle nuove tecnologie riguarda per ora una parte delle donne adulte, ed è fortemente correlato all’età e all’istruzione (più si è giovani e istruite, più si usano). E’ però aumentato costantemente nel tempo anche in Italia, e le giovani sono ormai prossime agli standard maschili.
L'uso del PC è maggiormente diffuso tra le donne che lavorano fuori casa. Il 48% di loro infatti usa il PC sul lavoro, ed il 38% usa anche Internet. Ma solo il 30% delle donne utilizza regolarmente il PC anche a casa.
Le donne fanno un uso molto strumentale e pratico delle nuove tecnologie: se consideriamo le donne italiane nel loro complesso, queste sembrano essere maggiormente attratte dagli aspetti “seri” ed “utili” delle nuove tecnologie, ad esempio come comunicare con le persone care, tenersi informati, imparare cose nuove. L’aspetto ludico o del divertimento arriva, ma in seconda battuta e riguarda soprattutto le giovani, forse perchè più vicine alle generazioni “nativamente digitali”.
Le donne italiane considerate nel complesso sono molto impegnate nel lavoro domestico e necessariamente devono fare più cose contemporanemente (soprattutto chi lavora anche all’esterno della casa). Perciò vorrebbero prima di tutto, dalle nuove tecnologie:
-un aiuto domestico
-poi, un mezzo per migliorarsi
-infine, soprattutto per le più giovani, l’intrattenimento.
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