Overclock Labs® Block + kit Gio.Ma: la recensione!
> Scritto da Samuel Zilli il giorno 29/12/2003
 1 - Introduzione

  Del nuovo waterblock di OCLabs.com, caratterizzato da un corpo unico in rame privo di saldature, avevamo già parlato abbondantemente in precedenza, sia con una preview (visibile a http://www.azpoint.net/articoli.asp?id=6522), sia con una completa ed esaustiva intervista al suo ideatore e produttore Nikolaos Kavvadias (che trovate a http://www.azpoint.net/articoli.asp?id=6684).

Si tratta di un waterblock dalle caratteristiche particolari, realizzato in blocco unico di rame quindi privo di coperchio e di saldature, a tutto vantaggio dell'efficienza.

Ne abbiamo finalmente ottenuto un sample definitivo in anteprima assoluta, e ne abbiamo analizzato le prestazioni sul campo. In questa prima recensione pubblichiamo una descrizione completa del waterblock e del sistema di raffreddamento adottato per i nostri test, riporteremo quindi i risultati delle prove sia in assoluto sia confrontandolo con uno dei migliori dissipatori ad aria, il CoolerMaster Aero7+. Nei prossimi giorni pubblicheremo inoltre una seconda parte con i test di comparazione con altri waterblock, che al momento stiamo ultimando in laboratorio.

Ringraziamo il sig. Kavvadias (OCLabs.com) per averci fornito il nuovo waterblock in anteprima assoluta, ringraziamo lo store on-line Gio.Ma (www.gioma.it) per il kit di raffreddamento, e ringraziamo infine il negozio on-line ICT-Lucca (http://www.ictlucca.it) per averci inviato un'ottima scheda madre Epox 8RDA3+ per i test di overclock più spinti.

 2 - Descrizione e caratteristiche 1/2

  

Il nuovo waterblock Overclock Labs® Block è un prodotto ad alte prestazioni. Questa non è la solita frase fatta che si trova nelle pubblicità di qualsiasi prodotto, è invece la nostra conclusione dopo diversi giorni di test vari ripetuti e metodici.

Le sue prestazioni sono emerse nei test, ma si intuivano in parte già avendo il waterblock tra le mani. E' infatti realizzato partendo da un blocco unico di rame pieno, e già questo lo pone in vantaggio rispetto a molti prodotti concorrenti, realizzati spesso in alluminio/plastica e che a volte non presentano nemmeno un dischetto di rame alla base.

E' poi ottenuto con una particolare lavorazione CNC che permette di realizzarne i condotti interni senza dover tagliare a metà il blocco e poi doverlo "ricostruire". Questo assicura un più efficiente scambio di calore rispetto a soluzioni che presentino saldature lungo il "cammino" ideale del calore. Inoltre rispetto a waterblock con coperchio in alluminio o plastica assicura una maggiore superficie di scambio (con l'acqua interna), nonché una maggiore tenuta meccanica. Riguardo quest'ultima è sicuramente degna di nota la prova di tenuta a ben 10 atmosfere eseguita da Kavvadias (http://www.oclabs.com/particles.php?docid=770).
Per ulteriori informazioni sul processo di produzione trovate informazioni direttamente a questo indirizzo : OCLabs Waterblock (http://www.oclabs.com/psitepages.php?docid=716).
Un altro punto a favore riguarda i raccordi, studiati per tubi da 12mm di diametro interno, quindi i più grandi utilizzati per il raffreddamento a liquido, che permettono un flusso di grande portata senza strozzature.

Infine il circuito interno di scorrimento del waterblock è realizzato con entrata laterale anziché centrale e presenta una progettazione appositamente studiata per massimizzare il trasferimento termico tra il waterblock stesso e la massa d'acqua circolante (Kavvadias non ha per il momento deciso di rendere pubblicabile la struttura interna del waterblock).

Per dare un'idea al lettore della differenza tra i tubi da 8mm di diametro interno utilizzati da diversi sistemi e quelli da 12mm utilizzati dal waterblock di OCLabs.com vi diciamo che il primo ha un'area utile interna di 50mm quadrati, mentre il secondo di ben 113mm quadrati.

Le dimensioni esterne del waterblock sono di 49.5 x 49.5 mm per la base e di 18mm di altezza.
Presenta un piccolo incavo centrale per il perno di fissaggio, e i due raccordi per i tubi nella parte superiore.
Le superfici sono tutte lappate, rendendo la base molto efficiente nel contatto termico con il core della cpu, e donando un bell'impatto estetico al waterblock stesso; quest'ultimo è accentuato dal design molto pulito e dall'assenza di saldature e di qualsiasi sbavatura o imperfezione.
I raccordi sono di buona qualità e realizzazione, con struttura molto solida. Sulla parte superiore è incisa la sigla identificativa "OCLabs.com", che nei primi sample pre-produzione ancora non c'era.

Abbiamo abbinato il waterblock ad un sistema di raffreddamento composto da:
  • tubi trasparenti da 12mm di diametro interno
  • contenitore liquido a tenuta stagna con pompa da 800 lt/h e relè di accensione automatica
  • radiatore Black Ice Pro con ventola da 12cm
  • fascette di fissaggio

Gli stessi componenti sono forniti singolarmente o anche tutti assieme al waterblock di OCLabs.com nel kit Fast AMD di Gio.Ma.

 3 - Descrizione e caratteristiche 2/2

  



Il contenitore di liquido è una vaschetta chiusa a tenuta stagna con doppia guarnizione, di dimensioni di circa 15 x 11 x 8 cm (lunghezza x larghezza x altezza). Al suo interno è integrata una pompa da ben 800 lt/h. I raccordi di uscita sono per tubi da 12mm. E' alimentata con presa a 220V dotata di ferma-cavo per fissare il cavo in uscita dalla parte posteriore del case ed evitarne il contatto con bordi taglienti. E' dotata di un relè da collegare tramite molex all'alimentatore del PC in modo che l'accensione e lo spegnimento della pompa siano automatici con l'accensione del PC.
La pompa essendo interna utilizza l'acqua del circuito per raffreddare il calore dato dal proprio funzionamento, a svantaggio rispetto ad una soluzione esterna. L'impatto comunque è minimo (abbiamo registrato innalzamenti di temperatura dell'acqua dovuti alla sola pompa di circa 1 grado) e presenta il notevole vantaggio della semplificazione di installazione e delle ridotte dimensioni dell'impianto.

Il contenitore è sigillato con doppia guarnizione in silicone e presenta un sistema di eliminazione delle vibrazioni della pompa interno, inoltre la base presenta quattro ventose di gomma che eliminano il propagarsi di eventuali vibrazioni al case eliminando così ulteriormente possibili cause di rumorosità.


Il radiatore Black Ice Pro è dotato di tubi piatti in rame a doppia passata. Ha dimensioni di 152 x 129 x 25 mm ed è dotato di una potente ventola da 12x12 cm dotata di molex con contatti riposizionabili per ottenere una tensione di +5V, +7V o +12V.
Utilizzando la tensione di +7V abbiamo ottenuto una discreta capacità di smaltimento del calore dell'acqua, con un funzionamento molto silenzioso, inferiore a quello dell'alimentatore del PC.
Per i test di prestazioni abbiamo invece alimentato la ventola con +12V per ottenere il massimo raffreddamento, ottenendo una rumorosità comunque contenuta ed inferiore a quella della stragrande maggioranza dei dissipatori ad aria comunemente utilizzati. Il Black Ice Pro ha una capacità massima dissipante dichiarata di 440 Watt/ora (1500 BTU/ora) posizionandosi tra i prodotti di fascia medio/alta, ma come vedremo si rivelerà ancora non sufficiente a smaltire tutto il calore estratto dal waterblock nei test più spinti, rappresentando quindi il collo di bottiglia del sistema.
Segnaliamo a questo proposito che esiste una versione Xtreme del Black Ice, con profondità della superficie dissipante raddoppiata, che arriva ad una dissipazione dichiarata di 920 Watt/ora , e che sarebbe il perfetto "compagno" del waterblock di Kavvadias negli overclock più pesanti. In alternativa il Black Ice Pro utilizzato è predisposto per una seconda ventola da 12x12cm sull'altra superficie, in modo da poter realizzare la nota configurazione a "sandwich" per potenziare il flusso d'aria tra le lamelle.


Il waterblock Overclock Labs® Block viene fornito completo dei pezzi necessari al suo fissaggio sia in sistemi AMD Socket A sia in sistemi Intel Pentium4 Socket 462. Si compone di due alette che vanno fissate tramite viti agli estremi di una staffa cilindrica. A questa poi viene avvitata la manopola filettata la cui punta andrà a premere l'apposito incavo centrale del waterblock.

Si tratta di un sistema piuttosto macchinoso a prima vista, ma che in realtà si monta e si smonta in un attimo senza nessuno strumento (a parte un cacciavite nel primo fissaggio). Solo nel primo montaggio ci può essere qualche difficoltà, nel momento in cui si vanno a fissare le due alette al cilindretto, in quanto avvitandole si corre il rischio di non allinearle bene e disallineare il foro centrale del cilindretto rispetto alla verticale del socket. Conviene quindi effettuare questa fase con manopola già avvitata e il tutto posizionato sul socket sopra il waterblock, in modo da avere il corretto riferimento verticale al momento del fissaggio delle viti. Fatta questa operazione iniziale, per togliere e rimettere il tutto basterà poi solo svitare e riavvitare a mano la manopola.
Attenzione: la manopola va avvitata solo a mano e non con pinze o altri attrezzi, per evitare di esercitare una pressione eccessiva che porterebbe al danneggiamento del core o degli agganci di plastica del socket della scheda madre.
Il sistema di fissaggio dà un senso di instabilità finchè non viene stretto sul waterblock, ma quando il montaggio è concluso questa sensazione iniziale scompare poiché in realtà il sistema risulta molto solido e il waterblock viene spinto perfettamente a contatto con il core.

 4 - Il sistema di test

  Il primo sistema su cui sono stati eseguiti i test è composto da:

  • MB: Soltek SL-75FRN2-L (Nvidia Nforce2 Ultra400)
  • Sch.Video: Soltek Geforce4 Ti4200-8X
  • RAM: 2 moduli da 256MB DDR400 Corsair XMS3200 Twinx
  • CPU: AMD AthlonXP 2500+ Barton (prima serie, febbraio 2003) (AXDA2500DKV4D AQUCA0307XPFW)
Per i test in overclock più spinto abbiamo usato:
  • una scheda madre Epox 8RDA3+ (Nforce2 Ultra400, Vcore massimo di 2.20 V),
  • una scheda video Geforce2 MX200 (per limitare l'assorbimento di corrente dalla sezione di alimentazione della MB),
  • due alimentatori separati (uno da 300W per la sola scheda madre, e uno per le periferiche come floppy e HD).

Il sistema di raffreddamento ad aria utilizzato per comparazione è un CoolerMaster Aero7+ interamente in rame e con turbina impostata alla massima velocità di rotazione (4550rpm).

Il sistema di raffreddamento a liquido è composto dal waterblock Overclock Labs® Block, dal contenitore con pompa integrata da 800 lt/h, dal radiatore Black Ice Pro con ventola singola 12x12 cm settata a +12V, il tutto collegato con tubi trasparenti da 12mm di diametro interno, fissati con fascette. Il circuito è stato riempito con acqua distillata e rabboccato per eliminare l'aria interna.

I test con la motherboard Epox sono stati eseguiti con la scheda in aria libera, senza case, in modo da enfatizzare il comportamento del raffreddamento senza influenze esterne nelle temperature.

In entrambi i sistemi è stata usata la stessa pasta siliconica termoconduttiva di buona qualità.
Prima di ogni test si è fatto raffreddare l'intero sistema (acqua, circuiti, MB e CPU) a temperatura ambiente. Ogni test comparativo è stato effettuato in tempi ravvicinati per i due sistemi in modo da avere la stessa temperatura ambiente.

Per la misurazione della temperatura dell'acqua abbiamo usato un termometro digitale con sonda e misurato la temperatura del metallo del radiatore, per ottenere quella reale dell'acqua interna bisognerebbe aggiungere in realtà da 1 a 2 gradi.

Il circuito completo (waterblock, vaschetta, radiatore, 1.5m di tubi) contiene circa 1 litro di acqua distillata.

 5 - La prova su banco

  Per prima cosa vediamo in configurazioni a consumo costante quali sono le temperature stabilizzate dopo qualche decina di minuti di funzionamento continuo.

Qui di seguito vediamo la comparazione tra il Overclock Labs® Block e il CoolerMaster Aero7+, utilizzando la scheda madre Soltek che è in grado di leggere anche la temperatura interna del sensore integrato nella CPU AthlonXP (T_abs2).

Questa prima tabella è con CPU in condizioni di IDLE:

T_amb = temperatura ambiente (e temperatura dell'acqua iniziale)
sys = temperatura del chipset della MB (dal sensore della MB)
cpu = temperatura esterna del core della CPU (dal sensore della MB)
abs2 = temperatura interna del core della CPU (dal sensore integrato nella CPU)

Questa seconda tabella è in condizioni FULL-LOAD:

I Watt indicati sono quelli dissipati nelle condizioni di massimo carico energetico della CPU (Max Thermal Design) e sono ricavabili a partire dai valori iniziali con la formula W1 = (V1 / V0) ^2 * (F1 / F0) * W0 * 0.95. Il termine 0.95 è il fattore correttivo approssimato per le cpu Barton.

Come vediamo le differenze superano abbondantemente i 5 gradi nel caso più significativo, cioè quello a 2315 MHz. Si tratta comunque di una potenza da dissipare ancora piuttosto contenuta, per cui il dissipatore ad aria mantiene una buona prestazione, seppur distanziato dalle prestazioni del waterblock. Quest'ultimo è però penalizzato, come vedremo anche dopo, dalla temperatura dell'acqua che tende a salire con una certa facilità, e si nota soprattutto nel caso full-load continuato, a causa del radiatore.

Adesso riportiamo la stessa tabella in configurazioni più critiche, ottenute grazie alla scheda madre Epox 8RDA3+, anche se nel solo caso IDLE in quanto il dissipatore ad aria non garantisce una sufficiente stabilità in queste condizioni:

Con carichi così elevati da dissipare (ben oltre i 100W massimi teorici, in pratica circa due terzi in condizioni di riposo) la differenza di temperatura è di circa 10 gradi, ovvero di circa il 30-40 % di differenza se riferito alla temperatura ambiente. Si tratta di un ottima diminuzione di temperatura, che nel secondo caso sarebbe potuta essere ben superiore se consideriamo che l'acqua era passata da 19 gradi a ben 25,5 gradi in circa 15 minuti diminuendo l'efficacia del waterblock. Questo fattore è da imputare unicamente al radiatore, in quanto è l'unico componente del circuito dedito a raffreddare l'acqua. Il waterblock invece dimostra di estrarre e smaltire una notevole quantità di calore per riuscire a riscaldare così tanto l'acqua in così poco tempo.
Ora riportiamo nel grafico sottostante gli andamenti temporali delle temperature dall'accensione per entrambi i sistemi di raffreddamento. Precisiamo che nei grafici i primi 10 minuti sono con CPU a basso carico, mentre dopo il decimo minuto viene mantenuta una condizione di full-load per tutto il resto della prova.

Con il processore in configurazione standard (1833MHz, Vcore 1.65v, 68,3Watt) si ha subito una differenza di temperatura di 7-8 °C a favore del waterblock, che riesce subito a smaltire senza problemi il calore generato. Dopo circa 15 minuti però si vede che la differenza diminuisce perché la temperatura con il waterblock tende a salire leggermente. Questo avviene a causa del riscaldamento dell'acqua di cui abbiamo già parlato, e che si può risolvere con un radiatore più performante o un diverso circuito di raffreddamento.

Ad un primo consistente overclock della cpu (2315MHz, Vcore 1.85v, 103Watt), quando le potenze da dissipare iniziano a diventare critiche per molti sistemi di raffreddamento convenzionali, il waterblock arriva ad ottenere differenze superiori ai 10°C, almeno fino a quando il solito innalzamento della temperatura dell'acqua ne penalizza leggermente il risultato (come si vede dalle temperature dell'acqua riportate).

Il dissipatore CoolerMaster in questo overclock (2395MHz, Vcore 1.925v, 115Watt) ha retto solo con basso carico della cpu, bloccando subito la cpu in full-load. Le temperature sono anche in questo caso differenti di oltre 10°C. La temperatura stabilizzata in full-load è stata di 41°C con l'acqua che aveva raggiunto ben 27°C, quindi si tratta di un risultato molto interessante, considerando che nei sistemi a liquido la temperatura dell'acqua va pensata come se fosse la temperatura ambiente con cui deve confrontarsi il waterblock.

In configurazione ad elevata potenza da dissipare (2449MHz, Vcore 2.10v, 140Watt) ritroviamo un vantaggio di poco più di 10°C che via via diminuisce con il riscaldarsi dell'acqua (passata da 19 a 25°C in soli 10 minuti) . In questa configurazione il CoolerMaster Aero7+ ha fatto raggiungere preoccupanti temperature di 52°C alla CPU (valore comunque buono per un dissipatore ad aria non modificato); il waterblock Overclock Labs® Block si è mantenuto a un più tranquillo valore di 44°C, destinato però a salire ulteriormente con il riscaldarsi dell'acqua.

Vediamo ora qual è stato l'andamento della temperatura sotto Windows 2000 con la CPU a pieno carico elaborativo, quando abbiamo intenzionalmente spento sia la pompa che la ventola del radiatore, simulando quello che può accadere se ci si dimentica di accendere il sistema di raffreddamento a liquido quando si avvia il PC (cosa comunque impossibile con il kit di Gio.Ma da noi impiegato perché viene comandato automaticamente dal PC). In seguito abbiamo riacceso l'impianto per vederne la velocità di ripristino della temperatura.

Sebbene il processore fosse a frequenze e voltaggi originali, lo spegnimento della pompa e del radiatore hanno portato il waterblock ad assorbire tutto il calore senza poterlo smaltire, privandolo quindi subito in modo progressivo della capacità di raffreddare la cpu. In meno di due minuti e mezzo la temperatura è salita di ben 6 °C, e accennava a salire con lo stesso ritmo. Quando abbiamo riacceso il sistema, il waterblock nuovamente attraversato da acqua fresca ha riportato la temperatura praticamente al livello iniziale pressapoco nello stesso tempo, evidenziando una capacità di smaltire la somma del calore accumulato nei minuti precedenti e del nuovo calore prodotto dalla cpu in maniera sicuramente molto efficiente.
Questo deve comunque far notare come un sistema di raffreddamento a liquido, che utilizza sempre waterblock di dimensioni piuttosto contenute in quanto non c'è necessità di scambio con l'aria, è molto sensibile al problema del blocco del circolo dell'acqua. Per contro un dissipatore ad aria, seppur molto meno efficiente, soffrirà di meno nel caso si blocchi la ventola in quanto la massa del proprio corpo dissipante è molto maggiore e quindi in grado di assorbire una maggior quantità di calore (effetto "buffer") prima di far innalzare la temperatura della cpu. In effetti abbiamo ripetuto il test spegnendo il rotore del CoolerMaster Aero7+, e abbiamo ottenuto lo stesso innalzamento di temperatura in 6 minuti anziché in 2 e mezzo.

 6 - Frequenze massime raggiunte

  Come ultimo test vediamo quali sono le frequenze massime di funzionamento per la cpu che abbiamo ottenuto con i due sistemi.

Per prima analisi riportiamo i valori del massimo overclock con stabilità rock-solid in ambiente Windows 2000 verificata per almeno un'ora di funzionamento continuato con cpu full-load:

Come si vede con il Overclock Labs® Block abbinato al kit Fast AMD di Gio.Ma abbiamo innalzato di ben 88MHz il limite di funzionamento stabile del nostro Barton 2500+, che tra l'altro è una primissima versione di Febbraio 2003 e quindi non uno dei modelli più recenti maggiormente tolleranti all'overclock. C'è da dire che se con l'Aero7+ ogni minimo innalzamento di frequenza o di Vcore portava a blocchi immediati di Windows, con il waterblock di OCLabs.com abbiamo potuto innalzare sia la frequenza che il Vcore fino ad oltrepassare abbondantemente i 2450MHz, ottenendo il sistema perfettamente stabile per qualche decina di minuti, poi l'innalzamento eccessivo della temperatura dell'acqua vanificava il potere dissipante del waterblock. Utilizzando un radiatore più complesso o un diverso sistema per il circuito liquido (con maggiore acqua) sarebbe stato possibile stabilizzare il sistema a frequenze ben maggiori con lo stesso waterblock.
Sia ben chiaro comunque che il radiatore non è di bassa qualità, anzi, ma è orientato a sistemi compatti che si possano racchiudere ordinatamente all'interno del case, offrendo comunque delle buone prestazioni senza complicazioni o rumorosità di ventole aggiuntive. Resta il fatto che per rendere giustizia alle prestazioni di waterblock e pompa utilizzati consigliamo a chi cerca il massimo dell'overclock di sostituire il radiatore con il modello Black Ice Estreme, magari con doppia ventola in configurazione "sandwich".

Vediamo adesso con quale frequenza massima abbiamo ottenuto il caricamento corretto di Windows, stabile in configurazione IDLE.





Qui il vantaggio si porta a ben 111MHz a favore del waterblock di OCLabs.com!
Si tratta di un incremento notevole, permesso dal fatto di poter utilizzare Vcore molto spinti (2,15V) che generano potenze da dissipare notevoli (ben 150Watt) che sono sicuramente fuori dalla portata dell'Aero7+, ma che il waterblock riuscirebbe a gestire inizialmente, almeno finchè l'acqua si mantiene fresca. Sarebbe sicuramente possibile stabilizzare la frequenza di 2506MHz qualora si utilizzasse acqua fresca nel circuito, magari raffreddata con un piccolo compressore frigorifero anziché con un radiatore. Si tratta ovviamente di scenari alla portata solo degli appassionati più esperti, ma che comunque fanno capire le reali potenzialità di estrazione e dissipazione del calore di questo waterblock ottenuto da un blocco unico di rame pieno.

Come ultimo test, riportiamo la frequenza massima alla quale siamo riusciti ad effettuare il boot del BIOS e a caricare da floppy il software Memtest86. Questo test non è utile per investigare direttamente le potenzialità di overclock stabili, poiché si raggiungono frequenze che non saranno stabilizzabili (a meno di usare complessi e costosi sistemi ad azoto liquido o almeno con liquido refrigerante a temperature prossime a 0°C o meno ancora). Però è indicativo sulla capacità di un corpo dissipante di estrarre dalla cpu per diversi secondi l'improvviso picco di potenza generata all'accensione del processore, e quindi dell'efficienza dell'estrazione del calore del solo blocco in rame.



I dati parlano da soli: boot a 2636MHz con una differenza di oltre 150MHz dal CoolerMaster Aero7+.
Sicuramente quindi una capacità notevole del waterblock di mantenere per diversi secondi la temperatura del core della cpu molto bassa, per garantire quella pulizia dei segnali interni necessaria a lavorare a frequenze superiori a 2.6GHz. Il CoolerMaster invece non ha mantenuto il core della cpu abbastanza freddo, cosicché i segnali elettrici interni della cpu risentendo degli effetti negativi della temperatura sulle caratteristiche elettriche dei transistor e delle capacità parassite interne non hanno permesso di operare a frequenze di 2.5GHz.

A titolo informativo, facciamo notare che non abbiamo avuto nessun problema di trafilaggio d'acqua nonostante le numerose installazioni e disinstallazioni del waterblock dalle schede madri, da nessuno dei componenti utilizzati.

 7 - Conclusioni ed impressioni

  Dopo averne presentato una preview del prodotto, avevamo intervistato Nikolaos Kavvadias, responsabile del conosciuto sito OCLabs.com e progettista di altri waterblock in passato, il quale ci aveva parlato in maniera molto entusiasta del proprio prototipo WBNKB4, oggi denominato ufficialmente Overclock Labs® Block. Nella lunga intervista (http://www.azpoint.net/articoli.asp?id=6684) Kavvadias non ci aveva dato solo impressioni e parole infondate, ma ci aveva esposto ampiamente le argomentazioni tecniche e le basi progettistiche su cui si era basato per questo nuovo progetto del quale è sia progettista che produttore.
Notevole enfasi poi aveva dato al nuovo processo di produzione (CNC) utilizzato che gli permetteva di ottenere un waterblock in pezzo unico nativo di rame pieno, privo di coperchio e/o saldature di qualsiasi tipo.

Dopo i vari test che abbiamo effettuato nel nostro laboratorio negli ultimi giorni possiamo comprendere l'entusiasmo che animava le parole di Kavvadias, il quale evidentemente aveva già avuto dei buoni riscontri prestazionali nei propri test sui primi prototipi.
Il waterblock di OCLabs.com si è dimostrato in effetti non solo di un'estetica pulitissima e molto gradevole, ma quello che conta è che c'è molta sostanza dentro questo progetto. In tutti i nostri test si è dimostrato molto efficace, tanto da rendere inadeguato il pur buono radiatore Black Ice Pro con ventola 12x12 alimentata a ben 12V (in configurazione originale è configurato per 7V di alimentazione)!

Certo il confronto con un dissipatore ad aria, seppur un ottimo modello quale il CoolerMaster Aero7+, poteva avere un esito scontato per molti, ma mette in luce comunque qual è il comportamento di questo waterblock, e l'entità delle differenze di prestazioni è tale da rivelare comunque la notevole potenzialità di questo waterblock.
Comunque vi anticipiamo che abbiamo già ricevuto in laboratorio degli altri waterblock e che nei prossimi giorni pubblicheremo un'integrazione a questa recensione con la comparazione dei risultati di questi.

Fermo restando che rimandiamo il giudizio finale al confronto con altri waterblock, da quello che abbiamo già visto siamo stati favorevolmente impressionati dall'efficienza del waterblock di OCLabs. E' sicuramente un prodotto molto interessante e consigliato, sotto tutti i punti di vista: efficacia, praticità delle clip fornite, affidabilità (vedere anche la prova a 10 atmosfere di Kavvadias) ed estetica.
La professionalità di questo waterblock è compendiata dagli attacchi predisposti per tubi da 12mm, in modo da potervi abbinare i prodotti più potenti per il proprio circuito.

Per quanto riguarda gli altri componenti utilizzati nella recensione e forniti da Gio.Ma, un plauso va sicuramente alla vaschetta con pompa integrata da 800 lt/ora, che oltre ad una buona efficienza ha garantito una perfetta tenuta stagna e un'ottima silenziosità di funzionamento; inoltre è realizzata per essere sistemata agevolmente e ordinatamente dentro il case del PC.
Discorso diverso per il radiatore Black Ice Pro: si tratta di un buon prodotto, silenzioso e non molto ingombrante, con una buona realizzazione e rifinitura; si tratta però di un prodotto non del tutto adeguato alle prestazioni offerte dall'Overclock Labs® Block negli overclock più estremi e prolungati. C'è comunque da dire che è predisposto per l'adozione di una ventola supplementare sempre da 12x12cm che dovrebbe migliorarne l'efficienza.

Una menzione poi all'ottima scheda madre di Epox, la 8RDA3+, un modello dalle funzionalità notevoli e complete, ed una delle migliori schede in assoluto per quanto riguarda la predisposizione all'overclock.

Vi segnaliamo che il waterblock di OCLabs.com è attualmente in listino da Gio.Ma (www.gioma.it) in offerta di lancio. Per altri rivenditori potete consultare l'apposita sezione di OCLabs (http://www.oclabs.com/psitepages.php?docid=753).
Ringraziamo il sig. Kavvadias (http://www.oclabs.com) per averci fornito il nuovo waterblock in anteprima assoluta, ringraziamo lo store on-line Gio.Ma (http://www.gioma.it) per il kit di raffreddamento, e ringraziamo infine in negozio on-line ICT-Lucca (http://www.ictlucca.it) per averci inviato la scheda madre Epox 8RDA3+.


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