I dischi fissi SSD (Solid State Disk, a stato solido) sono dei dispositivi di memorizzazione che assomigliano solo esternamente ai dischi fissi tradizionali.
Non sono infatti basati su dischi (piatti) in rotazione e testine che si spostano meccanicamente sulla loro superficie per leggere e scrivere i dati.
Sono invece dei contenitori che racchiudono molti chip di memoria NAND Flash, simili ai chip presenti nei moduli di RAM ma che, a differenza di questi ultimi, sono in grado di mantenere memorizzati i dati anche quando l'alimentazione viene spenta, proprio come i dischi fissi usuali.
I vantaggi dei dischi con tecnologia SSD, che probabilmente rappresenteranno il futuro (almeno per gli ambiti ad alte prestazioni), sono diversi.
I più importanti sono il tempo di accesso ridotto e la notevole resistenza agli urti.
Se un disco fisso tradizionale per desktop ha tempi di accesso casuale ai dati nell'ordine dei 10 millisecondi (che salgono a 15ms per gli HD da 2.5" dei notebook e scendono a 5ms per i dischi SCSI più veloci), i dischi SSD hanno tempi di accesso nell'ordine di 0.1 millisecondi, grazie al fatto di non avere parti meccaniche in movimento da "dover aspettare".
Inoltre, proprio grazie all'assenza di parti meccaniche in movimento (il funzionamento è sostanzialmente solo una trasmissione elettronica dei dati tra i chip) anche l'affidabilità migliora, soprattutto nel campo mobile in cui il rischio di urti o cadute è frequente.
Un altro vantaggio è rappresentato da un consumo energetico sensibilmente inferiore (e quindi anche minori problemi di smaltimento del calore).
Finora, però, vi erano due fattori a condizionarne negativamente le performance: la velocità di trasferimento sequenziale dei dati ridotta, e la capacità molto inferiore a quella dei dischi tradizionali.
Mtron, un'azienda sud-coreana nata appena due anni fa che si è subito concentrata su questo tipo di dispositivi, ha annunciato dei nuovi modelli di dischi SSD che dovrebbero eliminare tali fattori negativi.
Annuncia, infatti, nuova linea di dischi SSD che include un modello da 2.5" con capacità di 64GB, in grado di raggiungere transfer rate di 120MB/s in lettura e 90MB/s in scrittura, con un tempo di accesso di 0.1ms. Si tratta quindi di prestazioni che, se saranno confermate nella realtà, dovrebbero surclassare tutti gli attuali dischi fissi.
 Nella foto la nuova linea di dischi Mtron SSD MSD
La nuova linea MSD vedrà modelli con tagli da 16GB, 32GB e 64GB, disponibili nei formati da 2.5" e 3.5" con interfaccia S-ATA.
Vi saranno poi due linee derivate per settori particolari: la linea MSD PRO con funzioni di sicurezza aggiuntive ed affidabilità incrementata, e la linea MSD XTM in grado di operare negli ambiti industriali più estremi con temperature tra -40°C e +85°C.
Rimane ora, quindi, un solo fattore a frenare l'arrivo in massa sul mercato di tali dischi: il prezzo.
I modelli attuali a 32GB della concorrenza (Samsung, SanDisk) costano diverse centinaia di dollari l'uno ed hanno prestazioni inferiori. Per i modelli di punta di Mtron i prezzi saliranno probabilmente ben oltre i 1000 dollari.
Entro la fine del 2007, poi, dovrebbe arrivare anche il modello da 3.5" con capacità di ben 128GB, ed una serie di dischi SSD nel formato da 1.8 pollici.
Per chi volesse farsi un'idea delle prestazioni dei dischi SSD, il sito AnandTech ha testato il modello attuale da 32GB di Mtron (link).
In attesa di prezzi più accessibili...
Fonte : Mtron
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