Ciò che oggi si può fare su internet è in massima parte influenzato dalla capacità della connessione di cui si dispone. Operazioni comuni, come il download di un video o la visione di un contenuto in streaming sono fruibili solo disponendo di un collegamento di tipo adsl, e sono preclusi agli utenti che impiegano un modem analogico(Digital Divide). La scorsa estate Telecom Italia, maggiore operatore telefonico nazionale, ha presentato un piano per l'estensione dell'adsl ai piccoli centri mediante aggiornamento della sola centralina di zona. Questo intervento consentirà una velocità in dowload di 640 Kbps e in upload di 256 Kbps per non più di 50-100 persone alla volta. Il piano può essere visualizzato in dettaglio sul sito Telecom.
La soluzione scelta dall'ex monopolista, tuttavia, non convince l'associazione AntiDigitalDivide che in un comunicato non risparmia critiche all'iniziativa. Secondo l'associazione la miniADSL offerta da Telecom è solo una sorta di contentino per le zone più svantaggiate del Paese, questo sia per via delle prestazioni ridicole rispetto ai 20 Mbs offerti in altre aree, sia perché ciò potrebbe precludere in futuro un aggiornamento più sostanzioso ed efficace.
ADD sottolinea anche che con questa mossa Telecom cerca semplicemente di tagliare fuori dal mercato tecnologie concorrenti come la diffusione via satellite e la tecnologia wireless, puntando sulla mancanza di alternative per i clienti. Ciò nonostante l'associazione apprezza il fatto che il problema stia diventando di attualità stingente e che si comincino a fare i primi passi verso una soluzione più equa.
Fonte: Punto Informatico
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