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La "guerra" tra la Commissione Europea e Microsoft si protrae ormai da qualche anno e vede quest'ultima accusata (e multata) per abuso di posizione dominante.
Sul piatto una multa da 497 milioni di euro già inflitta nel 2004, ma anche l'obbligo intimato a Microsoft di commercializzare una versione di Windows XP "alleggerita" del Media Player e l'apertura ai sistemi concorrenti dei sistemi di comunicazione dei server Windows.
Per quanto riguarda la prima richiesta, Microsoft già da tempo l'ha soddisfatta introducendo la versione Windows XP N, priva del lettore multimediale che essendo integrato gratuitamente minaccia, secondo la UE, la libera concorrenza degli altri sviluppatori di soluzioni simili. A guardare i risultati delle vendite, però, pare che la versione N di XP sia praticamente ignorata sia dai venditori che dai consumatori.
Microsoft, dopo la sentenza del 2004, aveva prodotto centinaia di pagine di documentazione tecnica rivolte agli sviluppatori, ai quali era possibile accedere anche a 500 ore di supporto gratuite.
Per la Commissione Europea però questo non è sufficiente e a Dicembre 2005 ha avviato una nuova procedura contro Microsoft, con una penale di 2 milioni di euro ogni giorno di ritardo nell'applicazione delle misure correttive da parte di MS.
E' stata questa seconda azione a spingere Microsoft, tramite il vicepresidente senior Brad Smith, ad annunciare di rendere disponibile il codice sorgente di sostanziali parti dei protocolli di comunicazione dei server Windows, rendendo così possibile ai server di terze parti il completo interfacciamento.
«Questo codice», dice Smith, «è l'ultima documentazione che possiamo offrire, è come il Dna di Windows Server. Questo è il massimo che possiamo offrire, è fuori di dubbio che abbiamo rispetto tutte le richieste della Commissione».
Sarà però la UE, e non Microsoft ovviamente, a decidere se questa nuova mossa sia sufficiente o meno ad eliminare l'abuso della posizione dominante da parte di Microsoft. La Commissione ha già fatto sapere che aspetta chiarimenti da Microsoft in quanto ritiene che la documentazione fornita non sia completa.
Fonte : Il Sole 24 Ore
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