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Gli Stati Uniti sono una vera e propria roccaforte per Internet Explorer che qui sfiora ancora il 90% del mercato. Se in Europa -storicamente intollerante verso Microsoft- la quota di utilizzo di IE è scesa in alcuni casi sotto il 60% negli Usa la situazione è molto diversa e la fedeltà verso i prodotti di Redmond difficilmente viene messa in discussione. In questo contesto appare molto significativo l'ulteriore passo avanti fatto segnare da Firefox che passa dal 9.84 di ottobre al 10.7 di inizio dicembre. Nel contempo IE è sceso dal 89.1 all' 88.2% (dati WebSideStory). Si tratterebbe quindi di un vero e proprio travaso di utenti in cui il terzo incomodo Safari ha avuto effetti marginali.
WebSideStory sottolinea nel suo rapporto come la percentuale di utilizzatori di Firefox schizza in alto nel week-end, quando cioè la maggior parte degli utenti naviga da casa. In questo senso la quota di Internet Explorer nel complesso sarebbe viziata da fatto che questo programma sia di fatto imposto in tutte le maggiori realtà aziendali.
Il tutto avviene proprio quando il lancio di Internet Explorer 7 avrebbe dovuto rilanciare le quotazioni del browser Microsoft. L'impressione è che il continuo confronto tra i due programmi che siti web e giornali propongono da mesi abbia finito per dare maggiore visibilità al prodotto Mozilla facendolo conoscere anche ad utenti meno interessati alle dinamiche del web
Fonte: Quomedia
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