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La lunga vicenda delle brevettabilità del software nell'Unione Europea apre un nuovo capitolo. Come si ricorderà il Parlamento Europeo ha sempre sonoramente bocciato ogni tentativo di introdurre questo principio con maggioranze larghissime che hanno superato anche il 90%. Alla base di questa posizione largamente condivisa vi è la constatazione che poter porre un brevetto sul software equivarrebbe ad eliminare completamente le piccole software house dal mercato che si troverebbero impelagate in lunghissime controversie legali con i big del settore. Di fatto ciò si tradurrebbe nella scomparsa delle poche realtà europee a tutto vantaggio dei big americani. Non a caso sono proprio le grandi lobby del software a spingere pesantemente verso questo provvedimento.
A riaprire un capitolo che l'ultima bocciatura sembrava aver chiuso è un rapporto voluto dalla Commissione Barroso, che sembra indicare la necessita anche per le piccole e medie imprese del settore di proteggere mediante brevetto le loro creazioni. Da quando il documento è divenuto pubblico si sono sollevate molte proteste in particolare l'accusa più pesante è quella di aver spacciato per imparziali dati e valutazioni che in realtà provengo proprio dalle grandi aziende del settore.
Tutto ciò sembra il preludio ad una nuova serrata contrapposizione tra Commissione e Parlamento. Intanto il movimento del software libero e molti programmatori indipendenti stanno nuovamente coordinandosi per lanciare campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema.
Fonte: Punto Informatico
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