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Non si sa quanto di vero vi sia nelle pungenti dichiarazioni attribuite a Steve Ballmer, quello che invece è certo è che quelle frasi potrebbero sortire un effetto imprevisto, vale a dire ricompattare la variegata comunità Linux. Sotto la minaccia di possibili controversie legali con Microsoft e con lo spettro di una ingerenza sempre maggiore della società di Gates anche nell'universo Unix, i guru del movimento GNU potrebbero ritrovare una convergenza di intenti che era venuta meno negli ultimi mesi.
La chiave di volta potrebbe essere la GPL v3, ovvero il modello di licenza libera a cui si sta lavorando da un po' al fine di sostituire la precedente versione 2 che accompagna gran parte del software Linux. Questa nuova versione della GPL era stata giudicata negativamente da molti sviluppatori tra cui lo stesso Linus Torvals che ne criticava l'approccio ideologico anti-drm, voluto da Stallman.
L'inattesa mossa Microsoft potrebbe ora far soprassedere su differenze divenute secondarie e far sfruttare l'occasione per mettere in campo un adeguata contromossa giuridica. L'idea è di inserire nella GPL una nuova clausola che vincola alla reciproca astensione da azioni giuridiche tutti i soggetti che utilizzano o distribuiscono Linux o altro software libero. Tale obbligo verrebbe automaticamente esteso anche agli accordi commerciali con soggetti esterni e dunque sarebbe sufficiente che i distributori Linux passassero in massa alla nuova licenza per dare scacco alle mosse di Microsoft.
Fonte: it.theinquirer.net
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