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Si ringrazia Michele Diodati per la concessione del materiale pubblicato in questo articolo.
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L'obesità è un fenomeno che caratterizza in modo sempre più preoccupante le opulente società occidentali. Non c'è filmato che ci giunga dagli Stati Uniti che non mostri giganteschi poliziotti, faticosamente all'opera contro il crimine, inguainati in divise che minacciano di esplodere da un momento all'altro. Ormai tutti i telegiornali non fanno che ricordarci la necessità di controllare attentamente il peso e l'alimentazione. E' un continuo appello alle diete, allo sport, alla necessità di salvaguardare la salute.
Tutto giustissimo. Ma chi l'avrebbe detto che può esistere anche una forma di obesità telematica? E del resto come potremmo definire – se non obesa - una home page che impiega per essere caricata completamente, su un modem da 28.8 Kbs, un tempo circa 12 volte superiore alla soglia media d'irritabilità dell'utente?
La home page in questione è quella della Gazzetta dello Sport (http://www.gazzetta.it) e il suo “peso” - riportato nella tabella qui di seguito, insieme con i pesi di altri importanti portali orizzontali e verticali - è stato calcolato sommando ai Kb del file HTML i Kb di tutti gli altri file richiamati dal codice in esso contenuto: file grafici (GIF, JPG), fogli di stile (CSS), Javascript (JS), animazioni Flash (SWF), oggetti pubblicitari (in genere file HTML, inseriti tramite l'elemento IFRAME, che richiamano banner grafici da altri siti collegati).
Sono considerati solo ed esclusivamente i file che servono a formare il contenuto della home page: non è perciò compresa nel calcolo alcuna pagina esterna, che sia richiamata da link ipertestuali presenti nella home.
Il tempo di caricamento della pagina è poi calcolato suddividendo il peso totale per la velocità del modem di riferimento (28.800 Kb/s equivalgono a 3600 byte al secondo, posto a fini pratici un rapporto 1/1 tra baud e bit) e aggiungendo infine mezzo secondo per ogni altro file collegato. Questo mezzo secondo per file rappresenta il tempo medio di risposta di un server HTTP ed è il valore adoperato anche da strumenti software appositamente dedicati alla valutazione dell'accessibilità, quali Bobby 3.2 della Cast (http://www.cast.org/bobby). Tra l'altro, mezzo secondo è un valore ottimistico, considerando che questo tempo può dilatarsi di molto nelle ore di punta o quando la risorsa richiamata non è sul server a cui appartiene la pagina visualizzata, come è spesso il caso dei banner pubblicitari.
HOME PAGE PORTALI: DIMENSIONI E
TEMPO DI CARICAMENTO
(tutte le home page della tabella sono state prelevate la sera del 3/6/2001) |
| Sito |
Home (Kb) |
Immagini |
Altro (CSS, JS, Flash, iframe) |
File totali |
Peso totale
in Kb |
Tempo di download
a 28.8 Kbs |
| Gazzetta dello Sport |
82 |
94 (157 Kb) |
4 (24 Kb) |
99 |
262 |
124,02 sec. |
| Corriere della Sera |
133 |
50 (52 Kb) |
8 (58 Kb) |
59 |
242 |
98,33 sec. |
| RAI.it |
47 |
74 (77 Kb) |
9 (42 Kb) |
84 |
165 |
94,93 sec. |
| CNN.com |
58 |
35 (131 Kb) |
4 (57 Kb) |
40 |
242 |
88,83 sec. |
| Jumpy |
55 |
24 (21 Kb) |
11 (155 Kb) |
36 |
230 |
83,42 sec. |
| Ministero Interno |
71 |
60 (89 Kb) |
4 (6 Kb) |
65 |
164 |
79,14 sec. |
| Mediaset Online |
40 |
34 (61 Kb) |
13 (79 Kb) |
48 |
180 |
75,20 sec. |
| Kataweb |
72 |
54 (32 Kb) |
11 (43 Kb) |
66 |
145 |
72,24 sec. |
| Camera Deputati |
42
(3 frame) |
44 (106) |
1 (3 Kb) |
49 |
150 |
67,16 sec. |
| Il Nuovo |
58 |
41 (66 Kb) |
2 (23 Kb) |
44 |
146 |
63,52 sec. |
| CNN Italia |
58 |
25 (39 Kb) |
6 (53 Kb) |
32 |
148 |
58,09 sec. |
| Repubblica.it |
46 |
27 (42 Kb) |
10 (25 Kb) |
39 |
121 |
53,91 sec. |
| CiaoWeb |
37 |
24 (31 Kb) |
11 (39 Kb) |
36 |
108 |
48,72 sec. |
| Italia On line |
56 |
26 (46 Kb) |
2 (9 Kb) |
29 |
109 |
45,50 sec. |
| Tiscali |
55 |
29 (48 Kb) |
1 (4 Kb) |
31 |
105 |
45,36 sec. |
| TgCom |
34 |
24 (40 Kb) |
7 (30 Kb) |
32 |
102 |
45,01 sec. |
| Terra (Spagna) |
38 |
42 (17 Kb) |
1 (2 Kb) |
44 |
56 |
37,92 sec. |
| BBC (UK) |
31 |
32 (31 Kb) |
-- |
33 |
62 |
34,13 sec. |
| Virgilio |
29 |
8 (8 Kb) |
2 (4 Kb) |
11 |
41 |
17,16 sec. |
| Yahoo! Italia |
25 |
6 (13 Kb) |
-- |
7 |
38 |
14,30 sec. |
La prima obiezione che potrebbe sorgere dalla lettura di
questa tabella è: perché prendere come riferimento la velocità di un modem da
28.8 Kbs, visto che la maggioranza degli utenti adopera – o dovrebbe adoperare –
modem da 56.6? Perché? Beh, per una forma di democrazia, innanzitutto! Chi l’ha
detto che proprio gli utenti meno dotati in termini di attrezzature debbano
essere i più discriminati? Esistono molte più persone di quante normalmente gli
sviluppatori di siti suppongano, che si collegano ad Internet attraverso
computer obsoleti, modem lenti, sistemi di navigazione particolari, quali ad
esempio quelli progettati per fronteggiare specifiche disabilità.
Insomma, la domanda che andrebbe rivolta agli sviluppatori
– non solo del sito della Gazzetta, naturalmente, ma di molti altri siti con
analoghe caratteristiche - è: perché allestire una home page che richiede, ad un
utente che possiede un modem non proprio recentissimo, due minuti buoni di
attesa perché il caricamento della pagina sia completato?
Seconda possibile obiezione: chi l’ha detto che dieci
secondi sono il tempo limite oltre il quale il navigatore in attesa perde
attenzione, concentrazione, interesse e comincia ad irritarsi? Esistono vari
studi in materia. Per chi fosse interessato al problema, un punto di partenza
potrebbe essere un breve articolo di Jakob Nielsen , guru internazionalmente
riconosciuto della filosofia dell’usabilità, disponbile on line ad
http://www.useit.com/alertbox/sizelimits.html. Ma in realtà il lettore
interessato si aspetterebbe di poter visualizzare la pagina richiamata più o
meno da subito, attendendo non più di un secondo in tutto. Il che, visti i dati
nella tabella sopra, è oggi come oggi pura utopia…
Le lunghe attese, del resto, sono solo una parte del
problema. La gara tra gli sviluppatori, a chi rende sempre più dinamica e ricca
di funzioni la propria home page, sta portando ad una proliferazione di
soluzioni ben poco accessibili, che richiedono, da un lato, la creazione di un
codice molto complesso, comprendente funzioni ad hoc per ciascuno dei principali
browser (con relativo appesantimento delle pagine), dall’altro utenti sempre
aggiornati, immediatamente pronti a scaricare l’ultima versione in linea di
browser e plug-in.
E chi non ha il tempo, le conoscenze o la possibilità di
aggiornarsi? Peggio per lui. Si va dagli errori javascript più comuni, che
capitano anche a chi usa browser di ultima generazione (vedi immagine qui
sotto), all’impossibilità completa di caricare la pagina per chi usa browser di
vecchia generazione: sfido chiunque, ad esempio, a visualizzare in modo
comprensibile la home page della Gazzetta dello Sport o di TGCom con NCSA Mosaic
3.0.

Come se non bastasse l’ingolfamento di link, immagini e
menu sulla home page, molti siti – non sapendo più dove posizionare gli annunci
– fanno comparire dei contenuti satellite in apposite finestre “volanti”, che si
aprono durante il caricamento della home nella finestra principale del browser,
sovrapponendosi ad essa sullo schermo (vedi immagine sotto, tratta da “Il
Nuovo”). Tale soluzione, però, non solo risulta fastidiosissima per molti utenti
normodotati - so di persone che mettono nella propria lista nera tutti i siti
che aprono in modo automatico le cosiddette finestre pop-up -, ma è
sconsigliabile proprio in termini di accessibilità: vi sono infatti browser per
ciechi che non sono in grado di comunicare all’utente il fatto che vi è sullo
schermo una nuova finestra, il cui contenuto è associato al contenuto della
finestra principale. Perché gli sviluppatori non tengono conto di ciò?

Inutile continuare con gli esempi. Si tratta di una
filosofia generale, di cui Internet è solo una parte, una delle tante
manifestazioni. Si cerca l’effetto speciale, il di più, l’extra, la somma delle
stimolazioni, e in questa ricerca spasmodica si perde di vista la facilità di
reperimento dei contenuti, la chiarezza dei testi, l’eleganza formale e,
soprattutto, il diritto di tutti ad usufruire delle informazioni veicolate via
Internet. Nella tabella sopra riportata, due motori di ricerca – Yahoo e
Virgilio – sembrano, tra tutti i siti esaminati, i più vicini ad una filosofia
che tenga veramente conto della facilità d’uso e del diritto democratico a
fruire dell’informazione. Ci auguriamo che altri portali importanti decidano di
rifarsi all’esempio di Yahoo e di Virgilio: cioè che non sempre il troppo è
meglio e che spesso l’effetto speciale ha di speciale soprattutto la
frustrazione di chi non riesce a trovare rapidamente le informazioni che sta
cercando.
Mi chiedo: è
davvero necessario costringere un appassionato di calcio ad acquistare un
Pentium III, una scheda video AGP, ad installare l’ultimo browser e l’ultimo
plug-in, a scaricare almeno due megabyte di testo e di immagini, a navigare 18
minuti, prima di arrivare finalmente all’informazione tanto agognata: A CHE ORA
COMINCIA STASERA LA PARTITA DELL’ITALIAAAAAAA?????????
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