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Alcuni concetti per la programmazione

Un articolo di: Staff del 16/01/2002      Letture: 8390

Prefazione
In questo articoli introduciamo alcuni concetti che sono fondamentali per poter entrare nella mentalità di programmatore, ti consigliamo quindi, se sei interessato all'informatica, di leggerli attentamente prima di iniziare ad imparare un qualsiasi linguaggio di programmazione.


Nozioni di base

Un programma non è altro che una sequenza di istruzioni, possiamo quindi paragonarla ad una ricetta, composta da varie fasi per ottenere il prodotto finito, ad esempio una torta o una pastascuitta. I programmi quindi, esistono ancor prima dell'informatica e dei computer, anche se sono sicuramente molto più semplici ed intuitivi. Analizziamo ora alcuni punti in comune con tutti i programmi. Innanzitutto c'è un autore che lo realizza ed un processore che esegue le fasi che l'autore ha scritto in precedenza. Quando noi eseguiamo un programma , effettuiamo un processo. Durante il processo del programma le istruzioni che abbiamo stabilito solitamente vengono eseguite con l'ordine con cui sono scritte a meno che non sia scritto esplicitamente di eseguire prima una fase e poi l'altra. Quindi generalmente sono eseguite in sequenza.
Un programma agisce sempre su degli oggetti, nel caso del computer gli oggetti non sono tangibilie e sono i file. Attraverso il programma siamo però in grado di visualizzare il suo effetto tramite il monitor, questo effetto viene chiamato output, mentre i dati che ci vengono richeisti dal programma durante il suo processo sono sotto forma di input.
A volte le istruzioni necessitano di una decisione, che dipende dal tipo di oggetto in uso, ovvero se abbiamo un determinato oggetto il programma eseguirà l'istruzione in un determinato modo, se abbiamo un oggetto surrogato la eseguirà in un modo diverso.
In un programma, indipendentemente che si tratti di un programma per computer o no, le istruzioni possono essere effettuate anche più volte.
Una nota molto importante è capire la differenza tra programma e processore. Il programma è statico, e può essere paragonato ad una ricetta, il processore è dinamico ed è colui che esegue il programma, ovvero nel nostro esempio colui che mette in pratica la ricetta, solitamente il cuoco.

E' intuibile capire dopo queste nozioni che il programma è il mezzo con il quale l'utente, ovvero l'autore, comunica con la macchina,ovvero il processore. Ogni programma ha però una suo linguaggio specifico, più o meno complesso. Analizzeremo subito la struttura di un programma per computer.

Struttura di un programma

Inizialmente i programmi di una trentina di anni fa non erano altro che una serie di semplici istruzioni che il computer eseguiva con facilità e in modo diretto. La necessità di realizzare programmi più complessi divenne così impellente da costringere i programmatori a dare una struttura ai loro programmi. Questo accadde perché per il programmatore diventò, a differenza della macchina, difficile comprendere programmi composti da centinaia di righe di testo, ovvero istruzioni. Se pensiamo alla matematica la comprensione ci risulta molto più semplice. Consideriamo l'espressione 5*3+2, una volta veniva tradotta così: introduci 5, moltiplica per 2 e aggiungi 2. Già con un'espressione un po' diversa potrebbero essere nati alcuni problemi. Consideriamo l'espressione 5*(5+2). Se noi avessimo tradotto così: introduci 5, moltiplica per 5 e aggiungi 2 il risultato sarebbe stato sbagliato, infatti la forma corretta è introduci 5, aggiungi 2 e moltiplica per 5. Già qui si intuisce che una scrittura di questo tipo poteva presentare alcuni problemi, ed è per questo che diventò impossibile la gestione di centinaia di istruzioni in un programma senza una struttura. I programmatori hanno allora cominciato a introdurre la forma algebrica, dopo aver capito che per la macchina questa forma di scrittura non sarebbe stata un problema. Avevano così rislto il problema della strutturazione dei dati. A questo punto bisognava affrontare il problema DECISIONE, che fu risolto con la parola IF, attraverso la quale si faceva eseguire una operazione prima o dopo di un'a,tra in base a condizioni prestabilite. Introdussero poi la procedura che consentì di sostituire ad un gruppo di istruzioni, un semplice nome che denotava quel gruppo di istruzioni, rendendo semplificato il programma.

Compilazione ed esecuzione di un programma

A questo punto i programmi possedevano una struttura vera e propria, che consentirono di facilitare il lavoro dell'uomo, diminuendo le possibilità d'errore nella realizzazione di un programma. A questo punto però tradurre i programmi nelle semplici istruzioni eseguibili dal programma diventò un'impresa ardua. Fu di dovere allora associare ad ogni linguaggio di programmazione un "semplice" programma in grado di tradurre le righe di codice (istruzioni), ovvero un COMPILATORE. Questo programma, oltre ad eseguire il programma direttamente è in grado di trovare gli errori nella compilazione del programma. La combinazione del computer con il compliatore è chiamata quindi MACCHINA VIRTUALE. Per eseguire il programma il compliatore necessita di un programma SORGENTE, ovvero l'insieme delle istruzioni e dati di input. Quando viene avviata l'esecuzione il programma risponde con dei dati di output visualizzati tramite il monitor. A questo punto avete a disposizione le nozioni fondamentali per poter imparare a programmare con i più svariati linguaggi di programmazione. Un nostro consiglio è quello di iniziare con il pascal ed il c#, semplici ed intuitivi.



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