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Il linguaggio Java: lez.3

Un articolo di: Fonte Esterna del 27/11/2002      Letture: 5447
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- Le variabili in Java

Nella programmazione tradizionale una variabile è una porzione di memoria in cui è immagazzinato un certo tipo di dato. Per esempio un intero in Java è immagazzinato in 32 bit. I tipi di Java saranno comunque argomento del prossimo capitolo.

Anche per le variabili possiamo distinguere due fasi: dichiarazione ed assegnazione.

- Dichiarazione di una variabile:

La sintassi per la dichiarazione di una variabile è la seguente:

[modificatori] tipo_di_dato nome_della_variabile;

 

· modificatori: parole chiavi di Java che possono essere usate per modificare in qualche modo le funzionalità e le caratteristiche della variabile.

· tipo di dato: il tipo di dato della variabile.

· nome del variabile: identificatore della variabile.

Ecco una classe che definisce in maniera superficiale un quadrato

class Quadrato

{

    public int altezza;

    public int larghezza;

    public final int numeroLati=4;

}

In questo caso abbiamo definito due variabili intere chiamate altezza e larghezza, ed una costante numeroLati. Infatti il modificatore final rende una variabile costante nel suo valore. Potremmo anche scrivere, ottenendo lo stesso risultato pratico:

class Quadrato

{

    public int altezza, larghezza;

    public final numeroLati=4;

}

In questo caso possiamo notare una maggiore compattezza del codice ottenuta evitando le duplicazioni.

La dichiarazione di una variabile è molto importante. La posizione della dichiarazione definisce lo scope, ovvero la visibilità, ed il ciclo di vita della variabile stessa. In pratica potremmo definire tre tipi diversi di variabili in base alla posizione della loro dichiarazione:

- Variabili d’istanza:

Una variabile è detta d’istanza se è dichiarata in una classe, ma al di fuori di un metodo. Le variabili definite nella classe Quadrato sono tutte di istanza.

Esse condividono il proprio ciclo di vita con l’oggetto (istanza) cui appartengono: quando un oggetto della classe Quadrato è istanziato, viene allocato spazio per tutte le sue variabili d’istanza che vengono inizializzate ai relativi valori nulli (una tabella esplicativa è situata alla fine di questo modulo). Nel nostro caso, le variabili altezza e larghezza saranno inizializzate a zero. Ovviamente numeroLati è una costante esplicitamente inizializzata a 4, ed il suo valore non potrà cambiare. Una variabile di istanza smetterà di esistere, quando smetterà di esistere l’oggetto a cui appartiene.

- Variabili locali:

Una variabile è detta locale (o di stack, o automatica, o anche temporanea) se è dichiarata all’interno di un metodo. Essa smetterà di esistere quando terminerà il metodo. Una variabile di questo tipo, a differenza di una variabile di istanza, non sarà inizializzata ad un valore nullo al momento dell’istanza dell’oggetto a cui appartiene. Ciò implica che prima che il metodo termini, una variabile locale deve essere esplicitamente inizializzata per non ottenere un errore in compilazione. Infatti non è possibile dichiarare una variabile, e quindi riservare spazio in memoria per essa, e poi lasciare vuoto questo spazio. E’ bene notare che l’inizializzazione di una variabile locale, deve essere realizzata a livello del blocco di codice dove è definita la variabile, e non ad un livello più interno.

- Parametri formali:

Le variabili dichiarate all’interno delle parentesi tonde che si trovano alla destra dell’identificatore nella dichiarazione di un metodo, sono dette parametri o argomenti del metodo. Per esempio nella seguente dichiarazione del metodo somma vengono dichiarati due parametri interi x ed y:

public int somma(int x, int y)

{

    return (x+y);

}

I parametri di un metodo saranno inizializzati, come abbiamo già abbiamo potuto notare, al momento della chiamata del metodo. Infatti, per chiamare il metodo somma, dovremo passare i valori ai parametri per esempio nel seguente modo:

int risultato=oggetto1.somma(5,6);

In particolare, all’interno del metodo somma, la variabile x varrà 5, mentre y varrà 6. Dal momento che il passaggio di parametri avviene sempre per valore, potremmo anche scrivere:

int a=5, b=6;

int risultato=oggetto1.somma(a,b);

ed ottenere lo stesso risultato. È importante sottolineare, che un parametro si può considerare anche una variabile locale del metodo, avendo stessa visibilità e ciclo di vita.

N.B.: il concetto di variabile d’istanza si differenzia a tal punto dai concetti di variabile locale, e di parametro, che il compilatore accetta la dichiarazione in una classe, di una variabile locale (o un parametro) e di una variabile d’istanza con lo stesso identificatore. Quest’argomento sarà trattato in dettaglio nel modulo 5.

Vai alla pagina:

Elenco delle pagine di "Il linguaggio Java: lez.3"

Introduzione al Modulo 3 - Pagina 1
Unità didattica 2.1) - Pagina 2
Unità didattica 2.2) - Pagina 3
Unità didattica 2.3) - Pagina 4
Unità didattica 2.4) - Pagina 5
Unità didattica 2.5) - Pagina 6
Unità didattica 2.6) - Pagina 7



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