|
|
|
|
Overclocking, entriamo in questo magico mondo!
|
|
|
Un articolo di: Alberto Zilli
del 02/04/2002
Letture: 6290
|
|
|
Buono sconto 4% su Toner e Cartucce agli utenti AZpoint. SU Iomiricarico.it!!
Overclocking, entriamo in questo magico mondo!
Chiunque bazzichi con il pc ha sicuramente sentito parlare di Overclock, chiedendosi cosa voglia dire questa parola, apparentemente complicata, ma che se “spezzata” può già rendere meglio l’idea. Infatti, in gergo “overclockare” significa tirare fuori dal proprio pc prestazioni nascoste, che in termini specifici significa aumentare la frequenza di lavoro (clock) di una componente hardware, solitamente riferito a processori, ma non solo.
Questo si ricava dal fatto che “over” in inglese indica sopra, mentre “clock” è la parola che in informatica si riferisce alla frequenza di lavoro di una parte hardware, in poche parole i MHZ nei nostri comuni processori, si ricava quindi la seguente uguaglianza : Overclock=sopra la frequenza di lavoro
In questa prima parte dedicata al mondo dell’overclocking ci limiteremo a spiegare di cosa si tratta in generale, non entrando nella parte pratica della materia, della quale invece parleremo più avanti.
Innanzitutto cerchiamo di capire perché viene utilizzata questa tecnica…
Perché l’overclock?
Questa tecnica ormai diffusa in larga scala, anche per la sua enorme semplicità (non è vero che bisogna essere degli esperti per farlo), è nata più che altro per trovare un risparmio nel campo informatico, per ottenere prestazioni migliori dal proprio pc senza dover effettuare altre spese per l’acquisto di nuovi componenti.
Questo è principalmente il motivo centrale che ha spinto la nascita di questa pratica, che oggi è vista anche come fattore di vanto tra i giovani.
Successivamente gli “smanettatori” effettuavano questa operazione a tempo perso per soddisfazione personale, testando i processori a frequenze non comuni a loro stessi, ottenendo risultati sorprendenti…
Nacquero allora i primi laboratori di testing per le cpu, nei quali venivano effettuate prove di overclock al limite sopportabile dalla cpu, per poi fornire i dati riscontrati (MHZ, Temperatura…) a riviste informatiche specializzate e portali web.
Insomma un po’ tutti coloro con un po’ di infarinatura informatica, hardware in particolare, hanno voluto tentare questo brivido, perché brivido? Ve lo spieghiamo subito….
Quali i rischi
E’ logico che se c’è un lato positivo, ci siano anche dei rischi dovuti all’overclock, che derivano da vari fattori.
Molti di voi non sanno il vero scopo dei dissipatori, delle ventole e della pasta silicea applicata sulla cpu, ebbene queste componenti, aggiunte anche ai più nuovi raffreddamenti a liquido compaiono sempre quando si tratta di overclocking, per un semplice motivo qui sotto spiegato.
Nel momento in cui noi modifichiamo la frequenza di lavoro della nostra cpu, questa richiede una maggiore quantità di corrente elettrica, che provoca inevitabilmente calore e di conseguenza un aumento di temperatura. A questo punto se vogliamo evitare brutte sorprese dobbiamo munirci di un sistema di raffreddamento adeguato alle nostre esigenze per evitare di “bruciare” il processore.
E’ logico che la scelta del raffreddamento deve essere proporzionale all’overclock, sarebbe infatti inutile utilizzare un sistema di raffreddamento ad azoto liquido, tra l’altro utilizzabile per pochi istanti, in un overclock di 10 MHZ.
Quando overclockare
E’ difficile poter dire quali sono i casi in cui è possibile effettuare l’overclock, ma ci sono sicuramente alcune accortezze della quale bisogna tenere presente.
E’ infatti assurdo andare a cercare prestazioni maggiori dal nostro pc quando non utilizziamo particolari programmi di grafica, progettazione o altri che richiedono pc con grosse potenzialità o quando lo usiamo solamente a scopo ludico e non dobbiamo utilizzare i giochi di ultima generazione.
Questo perché per l’utilizzo di programmi come Excel o Word non c’è alcun bisogno di utilizzare sistemi con prestazioni elevate, ma basterebbe anche un vecchio 486 e non un P4.
Si tratta poi di vedere se teniamo il pc acceso per periodi molto lunghi, che potrebbero portare al surriscaldamento della cpu.
Questi sono per esempio i casi dei pc dedicati, ovvero l’housing. Si tratta infatti di un pc sempre accesso che spesso deve soddisfare richieste di decine e decine di utenti on-line. E’ evidente quindi che in questo caso se il sistema avesse dei problemi i danni potrebbero anche essere elevati.
Con questa prima parte della guida abbiamo finito, ci vediamo alla prossima volta, quando parleremo della pratica di questa tecnica.
|
|
[Indietro]
[Su]
[Home]
[Commenti]
[V. Stampabile]
|
|
|
|
Commento di Anonimo, scritto il 24/11/2004 alle 14:22:35
|
|
Commento di Anonimo, scritto il 24/11/2004 alle 14:25:01
|
|
Commento di Anonimo (ip: 82.186.121.3), scritto il 03/03/2005 alle 12:01:22
|
|
Commento di Anonimo (ip: 151.17.220.180), scritto il 03/05/2005 alle 12:27:26
|
|
Commento di Anonimo (ip: 195.210.65.31), scritto il 05/06/2005 alle 21:33:00
|
|
Commento di Anonimo (ip: 62.212.4.157), scritto il 11/07/2005 alle 12:50:42
|
|
Commento di Anonimo (ip: 62.211.18.177), scritto il 25/07/2005 alle 14:40:25
|
|
Commento di Anonimo (ip: 81.116.56.236), scritto il 14/10/2005 alle 10:17:44
|
|
Commento di Anonimo (ip: 83.103.74.24), scritto il 14/10/2005 alle 13:24:01
|
|
Commento di Anonimo (ip: 81.74.19.86), scritto il 22/10/2005 alle 11:12:32
|
|
Commento di Anonimo (ip: 151.51.20.109), scritto il 13/03/2006 alle 15:07:17
|
|
|
|