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Questo articolo è stato realizzato da Claudio Gasparini, docente universitario che collaborerà con noi in questo periodo nella realizzazione di alcuni manuali e guide riguardo la grafica e la progettazione al computer. Intanto vi proponiamo questo interessante articolo, riguardante il desig Industriale…
presentato al Convegno IT-WEB3D 2000, Milano, 7 aprile 2000
La costituzione di un Archivio dei Modelli digitali del Design italiano stimola una verifica del ruolo dei modelli nella storia dell’architettura, a partire dal Rinascimento quando si assiste ad una notevole produzione di modelli lignei utilizzati sia nei concorsi sia nei progetti di architettura non solo religiosa. I modelli digitali permettono nuovi ruoli e modalità di utilizzo nella progettazione e produzione con alcuni problemi non ancora risolti e nuove modalità di utilizzo della creatività progettuale non ancora formalizzata
Ruolo dei modelli nella storia dell’arte I modelli architettonici hanno svolto funzioni diverse nel corso della storia italiana. Durante l’impero Romano, i modelli delle città conquistate venivano portati in trionfo per dare una maggiore enfasi alle celebrazioni di potenza alle conquiste delle legioni. Ma è nel Rinascimento che il modello assume una funzione specifica di comunicazione del progetto architettonico. Nelle grandi costruzioni a partire dal ‘400 i modelli vengono spesso utilizzati per comunicare il progetto ai committenti: Filippo Brunelleschi (1377-1446) si aggiudicò la commessa per la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze presentando un grande modello in mattoni e legno “sanza alchuna armadura”. Nel 1436 Brunelleschi, Lorenzo Ghiberti ed altri architetti partecipano ad un concorso per la realizzazione della lanterna della cupola del Duomo di Firenze presentando modelli in legno. Fu scelto quello di Brunelleschi che presentava un elevato livello di dettaglio perché doveva servire agli operai come esempio di realizzazione. I materiali utilizzati erano vari a seconda anche delle parti da modellare: veniva usato il legno ma anche l’argilla e anche la cera per alcuni particolari importanti. Il modello, o megli la maquette, come dice Tomàs Maldonado, serve per “vedere in anticipo” lo sviluppo degli edifici e permette al committente, che è una figura sempre più definita, di valutare non solo la validità architettonica, ma anche aspetti più pratici, quali i costi di costruzione o la disposizione delle parti dell’edificio. La funzione dunque del modello non è più solo di rappresentazione e comunicazione di un progetto al committente o alla città, ma assume anche quella che possiamo definire di simulazione del progetto
Il modello come realizzazione di un’idea Per Leon Battista Alberti (1404-72) l’idea del progetto si poteva realizzare solo attraverso un modello perché riteneva che l’idea, essendo solo nella mente, era necessariamente imperfetta e per questo poteva trovare la sua forma compiuta solo nei disegni. I disegni poi potevano essere studiati e migliorati solo attraverso i modelli fisici che venivano considerati il migliore strumento per lo studio e la realizzazione di un’idea. Caratteristiche del modello era l’assenza delle decorazioni perché doveva servire a valutare il rigore delle forme e delle scelte architettoniche
Il modello come rappresentazione A questa concezione si contrapponevano gli architetti del
‘500, come Michelangelo (1475-1564) o Antonio da Sangallo
(1484-1546) che consideravano il modello come rappresentazione
di un’idea già del tutto formata nella mente che doveva
servire anche da guida e copia per gli operai nel cantiere. La
qualità del modello assumeva un’importanza sempre maggiore e
di conseguenza anche gli artigiani che sapevano riprodurre i
progetti a scala sempre più ridotta cominciavano ad assumere
un ruolo decisivo rispetto ai nuovi committenti ed alle nuove
necessità. Maldonado ricorda infatti che Brunelleschi,
Ghiberti e Michelozzo provenivano, come formazione, da una
bottega di orafo, quindi abituati a lavorare con modelli di
piccolo formato e finemente lavorati. Alcuni grandi progetti
architettonici del Rinascimento, come quello della Basilica di
San Pietro a Roma, hanno prodotto, nella loro storia, molti
modelli in legno qualcuno conservati ancora. Il modello
realizzato per il progetto del Sangallo veniva realizzato in
contemporanea con la costruzione stessa ed era grande a
sufficienza da entrare e visitare anche l’interno della
Basilica. Anche i colori erano riprodotti per simulare il
rivestimento in travertino e stucco. Applicazioni dei modelli
digitale
Applicazioni dei modelli digitale
I modelli digitali aprono nuove e più vaste possibilità di
applicazione della modellazione. Con la prototipazione
digitale si riducono i costi ed i tempi nella realizzazione
dei prototipi fisici che richiedono anche la partecipazione di
diverse competenze nella produzione dei singoli oggetti. I
modelli sono inoltre più accessibili a vasti settori della
progettazione e produzione attraverso la semplice copia dei
file anche in rete. Rispetto al ciclo tradizione di
progettazione di un prodotto, i prototipi digitali possono
essere modificati durante la fase di progettazione del
prodotto permettendo in un unico ambiente di operare con nuove
verifiche e modifiche. I modelli permettono inoltre
l’applicazione di test di analisi di sforzo, assemblaggio e di
verifica strutturale senza i problemi che si incontrano nelle
prove tradizionali con la distruzione dei modelli fisici e
quindi con la necessaria selezione delle prove veramente
indispensabili rispetto a tutte quelee che si potrebbero
compiere. I crash test sulle automobili sono un esempio di
possibili applicazioni senza limiti nei costi dei modelli
distrutti nelle prove.
Nuove funzioni dei modelli I nuovi programmi software di modellazione mirano ad
aggiungere nuove prestazioni di progettazione finora non
ancora implementate e tutte miranti a dare al progettista le
funzioni che finora sono state un miraggio e un limite dei
pacchetti CAD: la possibilità di creare un progetto dagli
schizzi. L’idea di progetto si manifesta in modo analogico e
deduttivo, non sempre lineare e mai prevedibile. Le funzioni
di modellazione parametrica variazionale e basata su feature
sono i primi passi verso un utilizzo più ampio nei processi di
progetto. I prototipi digitali dovrebbere essere definiti non
solo nella loro geometria ma anche nelle funzioni che possiamo
definire di “intelligenza” cioè che ne determinano il
comportamento. Un modello dovrebbe mantenere la conoscenza
anche della sua struttura e composizione, come succede nei
videogame dove se un bicchiere cade si rompe. >La richiesta
dell’industria e dei progettisti più in generale è di poter
disporre di modelli completamente funzionali con comportamenti
molto simili agli oggetti reali ma con una grande libertà di
intervento nelle simulazioni e nelle verifiche.
Problemi di archiviazione La funzione di un archivio è conservare i documenti nella
loro forma originale e proteggerli dal naturale degrado. Se i
documenti sono in formato digitale si presentano alcuni nuovi
problemi mai affrontati nelle normali esperienze di
archiviazione. La velocità nello sviluppo di nuove tecniche
digitali comporta alcuni problemi di memorizzazione delle
informazioni grafiche prodotte dai nuovi media. I supporti di
memorizzazion digitale cambiano radicalmente sia come
strumenti hardware che come programmi software con tempi di
obsolescenza molto rapidi.
Migration e Refreshing Con “migration” si intende la necessità di trasferire i
dati da un sistema considerato obsoleto ad un altro in genere
considerato dal punto di vista hardware mentre con
“refreshing” si prevede la necessità di riconvertire i dati
dell’archivio da un programma software non più utilizzato e
quindi dismesso (ad esempio i documenti di testo realizzati
con Wordstar) ad un altro più attuale. Esiste anche un altro
problema, che qui cito solo, rappresentato dalla
“deperibilità” dei supporti magnetici di memorizzazione. Tutta
la nostra civiltà digitale è memorizzata su supporti che con
il tempo si smagnetizzano o deperiscono. E quando questo non
succede, diventano deperitbili i formati hardware e software.
A chi non è capitato di aver la necessità di recuperare dei
file da floppy di 5” 1/4 che abbiamo conservato gelosamente e
non riuscire a trovare un PC con il lettore ancora installato
?
Formato dei file Il formato digitale dei file ha sempre rappresentato un
problema non solo di memorizzazione ma prima ancora di
comunicazione e di interscambio degli disegni e documenti
grafici. Formati raster I formati grafici raster presentano
una standardizzazione definita favorita anche alla diffusione
della grafica in rete. I formati JPEG (Joint Photographic
Experts Group) e GIF sono ormai gli standard di internet e di
conseguenza anche di tutte le altre applicazioni. I formati
normalmente utilizzati in tipografia sono i formato TIFF e
Postscript. Il formato Acrobat "Portable Document Format"
(PDF) è un linguaggio di descrizione della pagina in modo
indipendente dall’ambiente operativo. Il nuovo formato PNG
(Portable Network Graphics) è stato sviluppato dal Consorzio
W3C per definire uno standard grafico di rete e superare i
problemi di copyright del formato GIF. Formati grafici 3D
Quasi tutti i sistemi di modellazione utilizzano un formato
grafico proprietario ma forniscono funzioni di conversione
verso altri formati, specie verso quelli definiti neutrali o
standard come STEP, IGES, SAT, VRML e DXF. L’interscambio dei
file fra modellatori diversi presenta ancora problemi di
completo traduzione della geometria ed ancor più delle feature
e delle funzioni.
Funzioni di un Archivio del Design
In questo contesto caratterizzato da una elevata
instabilità delle tecniche, dei formati e dei sistemi di
modellazione, un archivio dovrebbe svolgere un ruolo non solo
di archiviazione e gestione delle informazioni geometriche e
alfanumeriche dei modelli, ma soprattutto promuovere
l’utilizzo creativo dei modelli e una loro disponibilità in
rete. Per superare il limite di un archivio o museo
tradizionale “ingessato”, anche se in rete, si dovrebbero
sviluppare ambienti “virtuali” di reale utilizzo e interazione
con funzioni di conoscenza, gioco e intrattenimento. L’idea di
progetto dell’Archivio del design italiano è quella di
costruzione di un ambiente di interazione in modalità
"Edutainment" cioè di "gioco per scoperta" sui temi forniti
dal design e dalla storia del design soprattutto italiano. Il
gioco e gli schemi di interazione riguardano i temi di
conoscenza dei progettisti, dei materiali, delle funzioni e
quanto altro ritenuti interessante ai fini della didattica e
della comunicazione. In definitiva il ruolo più generale di un
Archivio del design utilizzabile in rete dovrebbe essere
quello di promozione della conoscenza e comunicazione dei
prodotti del design verso gli studenti ed il pubblico
utilizzando le nuove forme di comunicazione ed al tempo stesso
svolgere un ruolo trainante verso l'industria nell’essere un
punto di riferimento rispetto allo sviluppo delle tecnologie
della modellazione 3D.
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