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Il servizio iTunes di Apple, che permette il download legale di files musicali MP3 a 99 centesimi di dollaro l'uno, sta creando screzi tra Apple e le case discografiche associate. Questo è quanto emerge da un dettagliato servizio sul New York Times.
Dopo oltre due anni di servizio, il grande store on-line di Apple di file musicali (che ha da poco aperto anche in Giappone) si trova a dover fronteggiare le crescenti pressioni delle major discografiche. Ricordiamo che Apple con gli iTunes Music Stores genera ben il 75% di tutte le vendite di musica digitale, mentre i suoi iPod detengono l'80% del mercato di lettori MP3.
La politica adottata da Apple, decisa da Steve Jobs, è quella di vendere ogni brano al prezzo fisso di 0.99$, mentre nel caso di acquisto di interi album musicali il prezzo è variabile.
La soluzione di un'unica tariffa, di costo contenuto, ha permesso ad iTunes di diffondersi velocemente in tutto il mondo, grazie alla semplicità e trasparenza. Questo ha permesso di offrire agli utenti una valida alternativa al download illegale di files MP3 (ad esempio tramite P2P) che ha spopolato in questi anni, facendo contente sia le case discografiche sia Apple stessa che così ha potenziato il proprio dominio nei lettori MP3 con gli iPod.
Ora però, complice anche l'avvicinarsi della scadenza dei contratti di fornitura con le major, queste cominciano a fare sempre più pressione per modificare la politica dei prezzi di iTunes.
In particolare, le case discografiche lamentano uno scarso profitto con il prezzo di 99 centesimi, e intenderebbero introdurre dei prezzi diversificati in fasce, più alti per i brani recenti e richiesti, più bassi per i files più vecchi e meno ricercati.
Delle quattro case discografiche che forniscono musica ad Apple (EMI, Universal Music, Sony BMG e Warner Music), le prime due hanno un atteggiamento più accondiscendente, e sebbene interessate all'introduzione di fasce di prezzo diverse, per ora non intendono fare troppe pressioni a Jobs.
Sony BMG e Warner Music (che non hanno concesso le proprie canzoni in Giappone) invece sembrano sul piede di guerra contro Apple, e forti delle vicine scadenze contrattuali da rinnovare (inizio del 2006) fanno la voce grossa, pretendendo sia prezzi variabili delle canzoni negli iTunes Music Stores, sia una maggiore compatibilità degli iPod (che attualmente sono "chiusi" rispetto agli MP3 degli store on-line concorrenti).
Scettici gli analisti, che vedono nel sistema ideato da Jobs, e coronato da un ottimo successo, un sistema che non andrebbe cambiato aumentando i prezzi per non spingere nuovamente gli utenti verso i download illegali e le reti P2P. Prezzi maggiori per i successi del momento infatti, secondo gli analisti, spingerebbero gli utenti a scaricarli illegalmente e gratuitamente, ed a pagare solo le canzoni meno costose.
Staremo a vedere nei prossimi mesi come si evolverà la faccenda, interessante in quanto iTunes e iPod sono attualmente i maggiori protagonisti della musica MP3 e del download legale di canzoni.
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