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Una sentenza della terza sezione della Corte di Cassazione rischia di sconvolgere l'attuale quadro normativo sul diritto d'autore. La Suprema Corte ha infatti annullato la condanna a tre mesi di reclusione inflitta a due giovani torinesi accusati di aver condiviso attraverso un computer di un'associazione studentesca materiale protetto dal diritto d'autore.
I due giovani avevano scaricato file musicali e programmi attraverso una rete P2P, e li avevamo poi a loro volta resi disponibili per il download di altri utenti. Secondo l'interpretazione della Cassazione non sussiste la possibilità di un'azione penale se la condivisione avviene senza fine di lucro. In questo caso è possibile procedere solo in sede civile.
I primi commenti da parte delle associazioni degli autori ed editori, sottolineano che la sentenza interpreta il quadro normativo all'epoca dei fatti (risalenti a prima del 2000), e non l'attuale quadro legislativo che, come è noto, è stato più volte inasprito in particolare attraverso il famigerato Decreto Urbani.
Fonte: Ansa
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