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In un'intervista apparsa sulla Stampa di ieri all'amministratore delegato della Tiscali, Mario Mariani, si è parlato dell'utilità o meno di un codice di regolamentazione internazionale per la Rete. Questo tema è tornato sulle pagine dei giornali e nei servizi dei telegiornali dopo i casi dei tristemente famosi video in cui venivano mostrati pestaggi o umiliazioni verso persone affette da handicap o violenze verso ragazze, un fenomeno presente non solo in Italia, ma in tutto il mondo e, purtroppo, in costante aumento.
Mariani non è convinto di un'utilità di una censura preventiva o di regole altamente restrittive: "Nel nostro contratto si avvisano chiaramente gli utenti dei rischi che corrono inserendo contenuti eticamente non accettabili, basta leggerlo e rispettarlo". Con queste parole il portavoce del provider sardo evidenzia l'inutilità di nuove leggi e auspica un maggiore controllo dei contenuti da parte degli stessi provider, non attraverso filtri automatici, ma con un vera e propria scansione dei file pubblicati sul Web. Un lavoro, in realtà, molto complesso e sempre più difficile da attuare, a causa della crescita esponenziale degli utenti che fanno uso di Internet.
Un'altro modo per evitare l'utilizzo improprio della Rete, secondo Mariani, è una corretta educazione per un giusto utilizzo del mezzo, in modo tale da fermare dall'origine la dilagante mania dei contenuti illegali su internet.
Fonte : La Stampa
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