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Questa storia nasce a Austin, piccola cittadina texana in cui vive l'imprenditore Tom Lynch. Lynch, come molti di noi, affida la sua corrispondenza elettronica a Gmail, il servizio di Google sul quale ha registrato diversi indirizzi. Agli inizi di settembre però qualcosa nei server della grande G va storto, e ben due account Gmail del signor Lynch risultano inaccessibili perché non viene riconosciuta la combinazione user+password.
L'imprenditore, nel tentativo di ripristinare l'accesso al servizio, scopre a che Google non prevede un servizio clienti dedicato a Gmail ne tramite posta elettronica ne tanto meno via telefono. L'unica supporto è fornito tramite una F.A.Q. ed un modulo elettrinico di contatto. Risultato della vicenda è che passano ben 4 settimane prima che l'acceso venga ripristinato. Tra le altre cose lo stesso trattamento è riservato anche a chi sottoscrive i servizi a pagamento di Google Appls Premier.
La notizia, per effetto degli strani meccanismi che regolano l'informazione su internet, ha fatto rapidamente il giro del mondo e le segnalazioni di casi simili si sono moltiplicate mettendo in luce uno dei paradossi di Gmail. Il servizio è usato da decine di milioni di persone, anche come indirizzo principale, ma al tempo stesso è ufficialmente ancora in beta e quindi privo di ogni forma di garanzia. Un contrasto netto rispetto a quanto fanno Microsoft e Yahoo! che prevedono canali di comunicazione privilegiatoti per l'assistenza tecnica, ed anche il supporto telefonico (gratuito nel caso di Yahoo!) per i clienti delle versioni a pagamento di Live Hotmail e Yahoo! Mail.
Fonte: Downloadblog
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