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La finanziaria 2007, tra le molte misure previste, introduceva anche uno sgravio fiscale sotto forma di credito di imposta per le piccole etichette musicali. Si trattava di una misura espressamente finalizzata a favorire le case discografiche emergerti che spesso sono poi anche l'unico canale per la musica di nicchia. La norma prevedeva infatti come limite per accedere alle agevolazioni un fatturato annuo sotto i 15 milioni di euro. Ne restavano quindi escluse tutte le grandi major della musica che del resto dalla condizioni di oligopolio in cui operano traggono già sufficienti vantaggi.
Questa premessa per spiegare il perché delle molte proteste e critiche che ha ricevuto un Disegno di Legge dell'On. Gabriella Carlucci (Forza Italia) che di fatto punta ad estendere i benefici fiscali delle legge finanziaria a tutte le case discografiche, colossi dell'intrattenimento nostrani e internazionali inclusi. Il tutto al costo di ben 50 milioni di euro per il bilancio dello stato. Il DL è ora all'esame della VII commissione cultura della Camera che deciderà del suo destino.
Fonte: Punto Informatico
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