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Le pressioni e le censure attuati dal governo cinese contro la libera circolazione delle informazioni in rete potrebbe indurre Microsoft a rivedere la sua presenza in Cina. E' questa la forte presa di posizione che viene dall'azienda di Gates per bocca Fred Tipson, durante il Forum mondiale sul governo di Internet in corso ad Atene. Secondo Tipson è ora di rivedere i rapporti tra i big dell' IT e i governi autoritari e dittatoriali, lasciando quindi intendere che il problema non è limitato solo al "gigante giallo".
Durante il forum proprio big del calibro di Microsoft, Google e Yahoo! sono finite sotto accusa per l'eccessiva disponibilità mostrata alle richieste di censura pervenute dal governo di Pechino. L'intervento di Tipson, in questa direzione più segnare una svolta o essere soltanto un discorso di circostanza.
Nel frattempo è arrivata la replica delle istituzioni cinesi che contro ogni evidenza sostengono di non esercitare alcuna funzione di controllo sul flusso delle informazioni. Le centinaia di blog oscurati ed i filtri imposti ai motori di ricerca sembrerebbero dire l'esatto contrario.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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