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Come era lecito attendersi le dichiarazioni di Steve Jobs contro il DRM sulla musica digitale non sono piaciute a molti. Considerando che l'aliquota preponderante degli utili Apple deriva proprio dalla accoppiata iPod-iTunes, e aggiungendo che la società della mela fa ampio uso di tecnologie anticopia per impedire l'installazione di Mac Os X su macchine non Apple, la sortita del CEO del gruppo per molti avrà avuto il sapore dell'ingratitudine.
Tra le prime reazioni segnaliamo quella della Warner Music, major tra le più rigide nella difesa del DRM. Per voce di Edgar Bronfman le affermazioni di Jobs sono state bollate come "assolutamente prive di valore". Secondo l'interpretazione di Bronfman, le mosse di Apple sono esclusivamente finalizzate ad assumere una posizione di forza in vista di un prossimo rinnovo degli accordi con le grandi etichette discografiche.
Decisamente di altro tenore è la bocciatura che arriva da Jon Lech Johansen aka DVD Jon. Secondo il celebre hacker è proprio Apple a trarre i benefici maggiori dal suo sistema proprietario e chiuso di gestione dei diritti d'autore (FairPlay).
Fonte: it.theinquirer.net
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