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Seagate Technology ha annunciato oggi la nuova serie di dischi fissi della famiglia Cheetah 15K.6 FDE (Full Disk Encryption), le prime unità al mondo che utilizzano un sistema di auto-crittografia per server mission critical e sistemi di archiviazione.
Disponibili ai clienti OEM entro questo trimestre con capacità di 450GB, 300GB e 147GB, le unità della famiglia Cheetah 15K.6 sono dotate
della tecnologia PowerTrim, che ottimizza dinamicamente il consumo di corrente in ogni situazione.
La famiglia Cheetah 15K.6 FDE offre elevatissima affidabilità, con un intervallo medio fra guasti (MTBF) di 1,6 milioni di ore (0,55% di AFR), la scelta
fra interfacce Serial Attached SCSI (SAS) o Fibre Channel (FC) e una garanzia di cinque anni.
Utilizzano la tecnologia Perpendicular Recording di seconda generazione, con una velocità di trasferimento massima dichiarata pari a ben 164MB/s. Dotati di una cache da 16MB, hanno una velocità di rotazione di 15.000 rpm, che permette di ottenere un tempo di latenza di 2 ms ed un tempo di seek medio pari a 3.4 ms.
Oggi i nuovi Cheetah 15K.6 FDE - che fanno parte della linea Cheetah progettata per i data center - offrono quindi anche la crittografia dei dati. E la crittografia non abbandona mai i dischi fissi, ovunque essi vengano spostati, archiviati o dismessi.
Comparata con altre tecnologie di crittografia, l’auto-crittografia integrata nel disco fisso porta agli
utenti importanti benefici in termini di prestazioni, migliore gestibilità e sicurezza. Dal momento che il
sistema di criptazione è inserito nei controller ASIC dell’unità, la crittografia è diventata veloce e
trasparente, con prestazioni che aumentano automaticamente ogni volta che al data center viene
aggiunta un’unità. Inoltre, è totalmente trasparante nell'utilizzo poichè non richiede
modifiche al sistema operativo, alle applicazioni o ai database.
“Le violazioni dei dati di cui si parla largamente su tutti i media si riferiscono di solito al furto di portatili e PC, ma ci si dimentica dell’incredibile quantità di dati che ogni giorno lascia i data center,” ha detto Sherman Black, Senior Vice President e General Manager della divisione Seagate Enterprise Compute Business. “Attrezzature e sistemi che contengono dischi fissi vengono dismessi, riallocati o riparati continuamente e spesso non si pensa, prima che le unità lascino il data center, a un’adeguata gestione dei dati che contengono. Una recente ricerca ha evidenziato che il 50% delle unità consegnate dai clienti per manutenzione contiene settori leggibili. Il flusso crescente di dati sensibili resi disponibili a chiunque deve quindi essere considerato molto seriamente dai CIO di tutto il mondo.”
Fonte : comunicato Seagate
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