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Il Trusted Computing avanza. Le tecnologie che di fatto attribuiranno ad altri il potere di stabilire cosa è possibile fare con i nostri computer si stanno insinuando progressivamente nel mercato ed il processo nel suo complesso appare irreversibile. Al lungo elenco si aggiunge anche il colosso degli hard disk Seagate che nel corso del primo trimestre del 2007 metterà in commercio i modelli Momentus 5400 FDE.2 per notebook e la serie DB35 per gli apparecchi d'intrattenimento domestico. In entrambi i casi il disco rigido integra un chip Trusted Platform Module (TPM), ribattezzato per l'occasione DriveTrust Technology, in grado di effettua una cifratura "al volo" dei dati in scrittura sfruttando l'algoritmo AES con chiave da 128 bit.

Sui portatili questa funzione può essere utilizzata in sostituzione dei metodi di cifratura software in modo da rendere inaccessibile il contenuto del disco a chi non è in possesso della chiave di decodifica. Nel caso di apparecchiature di intrattenimento (videoregistratori digitali in particolare) lo stesso chip può essere impiegato per il controllo delle licenze DRM rendendo impossibile il recupero del contenuto del disco su di una macchina diversa da quella che ha registrato i dati.
Anche se mancano dati ufficiali in tal senso, sono in molti ad ipotizzare che abbinando la tecnologia DriveTrust ai moduli TPM integrati nelle schede madri dei prossimi pc diverrà possibile impedire la riproduzione di materiale non conforme al DRM, così come l'esecuzione di applicazioni non gradite ai produttori della macchina o del suo sistema operativo.
Fonte: Punto Informatico
Approfondimenti sul Trusted Computing sono disponibili su no1984
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