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L'enorme diffusione del mezzo informatico ha
progressivamente portato alla implementazione di metodi di catalogazione e
contabilizzazione che vanno, progressivamente, a sostituire il supporto cartaceo. Se
valutiamo con occhio superficiale tale approccio, questa sembra essere apparentemente la
soluzione migliore, liberandoci da tonnellate di scartoffie. Sulla scia di tale
entusiasmo, gli enti comunali e statali applaudono, e lo stesso ministro attualmente preposto,
annuncia: "Distruggiamo
i documenti cartacei".
Le cose non sono così semplici e tale
ingenuo e superficiale intento innovativo porta a rischi non indifferenti. Vi spiego
perché.
La quasi totalità degli uffici statali,
comunali e privati che negli ultimi tempi hanno dirottato il loro metodo di archiviazione
dati su strumenti informatici, abbandonando quasi integralmente il supporto cartaceo, non
hanno mai considerato una attenta politica di tutela dei dati di lavoro.
a) Sovente non esiste alcun
metodo di backup dei dati su unità esterne o interne;
b) La protezione contro attacchi in
rete locale o Internet è spesso assente;
c) Sistema operativo e dati utente sono
sempre promiscui;
d) Gli stessi tecnici informatici preposti alla
manutenzione delle postazioni non hanno la competenza e la cultura per prevenire
danni cagionati dal malfunzionamento dei sistemi operativi o dell'hardware.
Non parliamo poi della stragrande maggioranza degli impiegati, che a stento riescono ad accendere e spegnere il computer.
Spesso le ditte che si occupano di "fare assistenza" (è un eufemismo) agli enti pubblici o privati, sono solo in grado di sostituire un PC, allorquando il sistema
operativo comincia a dar problemi. Non importa se in esso sono ricoverati dati importanti.
Vince l'appalto la ditta che offre le tariffe più basse, non quella che, magari, garantisce metodi innovativi e fermi macchina ridotti; e da qui si evince la totale cecità delle amministrazioni, le quali prediligono l'asservimento dell'azienda informatica di turno a politiche che con l'efficienza e la lungimiranza hanno poco a che vedere.
Proviamo ad immaginare un sistema di
archiviazione economico-giudiziario interamente legato ai sistemi informatici. Si
rischierebbe di trovarsi, un bel giorno, con la carta di credito azzerata, la propria
situazione fiscale misteriosamente scomparsa o con la propria identità inesistente o
scambiata con un pericoloso evaso!
Consideriamo inoltre che la
retrocompatibilità dei documenti di testo rappresenta un rischio da non sottovalutare. Si
pensi alla versione più recente di Microsoft Office che (per meri motivi commerciali), in
taluni casi, non permette la visualizzazione di testi redatti con versioni obsolete dello
stesso pacchetto software. Tra dieci o vent'anni, potremo semplicemente aprire un
documento scritto con Office 97?
Le stesse softwarehouse (quelle italiane
soprattutto) non considerano minimamente la possibilità di esportare o salvare i dati di
lavoro su directories diverse da quella ove sono stati installati gli stessi applicativi,
così gli studi professionali, dagli avvocati, ai commercialisti, non adottano alcun
metodo di prevenzione dalla perdita dei dati utente.
Alla luce di queste concise valutazioni (se ne potrebbe
parlare per ore), siamo sicuri che l'idea di abbandonare la carta, sia... una buona idea?
©
Rosario Marcianò
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