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Anche se in realtà abbiamo già tutto quello di cui abbiamo bisogno, c'è una utility che ci permette di gestire le unità virtuali in modo grafico, più intuitivo, secondo la nota filosofia di Windows.
Si tratta di Visual Subst, un programmino gratuito molto semplice (l'attuale versione 1.0.5 occupa meno di 100KB!) che potete trovare a questo link. Ci sono due versioni, quella denominata “binaries” presenta il solo programma, da decomprimere e lanciare direttamente, ed è più leggera. Quella chiamata “installer” invece contiene un programma di installazione che creerà anche i collegamenti nel menù di Windows. Per il resto sono entrambe identiche, quindi scegliete voi.
La sua semplicità è data dal fatto che si tratta di una semplice interfaccia grafica che in realtà sfrutta le stesse funzioni di Windows fornite dal comando Subst (ecco perchè è utile sapere come funziona tale comando...). Ma nonostante la sua semplicità, è un tool sicuramente utile per configurare al volo in maniera intuitiva le unità virtuali (anche se, come vedremo, c'è un limite).

L'interfaccia è ridotta all'essenziale, ma non è un difetto: c'è tutto quello che serve!
In basso possiamo selezionare da un menù a tendina la lettera di unità da assegnare all'unità virtuale che vogliamo creare. A destra, invece, cliccando sull'incona della lente potremo scegliere il percorso della cartella da associare all'unità virtuale (compresi i percorsi di rete).
A questo punto basterà premere il simbolo “+” di colore verde, e l'unità virtuale verrà creata secondo le nostre impostazioni.
Le unità create verranno indicate sulla finestra centrale di Visual Subst.
Nota: Visual Subst visualizza anche le unità eventualmente create con il comando Subst, e viceversa, dato che usano le stesse funzioni di Windows. Potete quindi creare un'unità con Visual Subst e poi disabilitarla tramite il comando Subst, o viceversa.

Quando avete delle unità virtuali attive, indicate nella finestra di Visual Stub, cliccando su una di esse potrete disabilitarla con il tasto “X” rosso oppure salvarne la configurazione con il tasto a forma di dischetto (le configurazioni di unità virtuali vengono salvate nel file Vsubst.ini del programma).
Infine, c'è l'opzione “Apply virtual drives on Windows startup” che, se selezionata, permette di creare automaticamente ad ogni avvio di Windows le unità virtuali che avete salvato.
Il piccolo difetto di Visual Subst che abbiamo notato è l'impossibilità di selezionare, durante la creazione di un'unità virtuale, una lettera già usata per connettere un'unità di rete. In questo modo non sarà possibile usare direttamente Visual Subst per "redirezionare" percorsi di rete non attivi, ma in tali casi bisognerà ripiegare sul comando testuale Subst come visto in precedenza.
Per chi volesse sperimentare o avesse altre esigenze, esistono anche altri software simili come vSubst, oppure software che creano unità ottiche virtuali (per simulare dischi CD e DVD).
Nota finale: sebbene il comando Subst di Windows e il programma Visual Subst non presentano rischi diretti dovuti al loro uso, si raccomanda di fare attenzione nella redirezione di cartelle e files per evitare di modificare/cancellare contenuti in posizioni diverse da quelle attese. Inoltre, un backup preventivo dei dati è sempre una pratica ampiamente consigliabile...
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