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Un altro utilizzo interessante può essere quello di sostituire temporaneamente dei collegamenti di rete non disponibili.
Anche qui, facciamo un esempio pratico.
Immaginiamo di avere un notebook che normalmente usiamo in ufficio, restando collegati alla rete aziendale (o casalinga). Sul notebook sono installati alcuni software che per il loro funzionamento richiedono dei files di impostazione, delle librerie e dei documenti che sono ubicati nel server aziendale. Sul nostro notebook sono state configurate delle unità di rete (Risorse del Computer, menù Strumenti->Connetti unità di rete) che puntano a tali percorsi di rete per rendere disponibili i files necessari.
Quando il notebook non è collegato alla rete aziendale (ad esempio perchè dobbiamo lavorare da casa o da un cliente), però, ci accorgiamo che i software presentano dei malfunzionamenti o dei forti rallentamenti, perchè non possono trovare i files necessari che sono sul server aziendale.
Una prima soluzione che può venire in mente è quella di copiare i files necessari dal server al disco fisso del notebook prima di scollegarlo dalla rete aziendale. Però poi dovremmo cambiare tutte le configurazioni dei nostri software affinchè cerchino i files necessari in una cartella del disco fisso anziché nel percorso di rete che punta al server. E appena torniamo in ufficio, dovremmo nuovamente cambiare le configurazioni per tornare alla situazione di partenza.
Decisamente complesso e a rischio di errori di configurazione.
Anche in questo caso ci vengono in soccorso le unità virtuali: possiamo definire temporaneamente un'unità virtuale che “sostituisca” il precedente percorso di rete e punti invece alla cartella del disco fisso dove, prima di scollegare il notebook dalla rete, abbiamo copiato dal server i files necessari. I software del notebook crederanno quindi che il collegamento di rete sia ancora attivo e saranno in grado di trovare automaticamente tutti i files necessari.
Una volta tornati in ufficio e ricollegato il portatile alla rete aziendale, basterà disattivare le unità virtuali e tornerà tutto alla situazione iniziale. Come vedremo in seguito, queste operazioni, una volta definite inizialmente, si potranno eseguire in maniera semplicissima, veloce e “quasi” automatica.
L'unica accortezza è quella di impostare le cartelle copiate sul disco fisso e il percorso delle unità virtuali da creare in modo che i files necessari siano recuperabili con lo stesso percorso originario.
Per essere più chiari, supponiamo che la situazione attuale sia la seguente.
Il server contiene all'interno dei suoi dischi fissi le seguenti cartelle che sono necessarie ai nostri software:
C:\Programma1\Impostazioni\
C:\Programma1\Librerie\
D:\Documenti\Mario\
Nel nostro notebook ci sono due unità di rete, X: e Z:, impostate per “puntare” al server come segue:
X: -> \server\C\Programma1\
Z: -> \server\D\
Quindi, il software installato nel notebook è configurato per trovare i files a lui necessari tramite i seguenti percorsi:
X:\Impostazioni\
X:\Librerie\
Z:\Documenti\Mario\
Quello che faremo per prima cosa è creare nel notebook una cartella C:\UnitaVirtuale\ e copiarci dentro le tre cartelle necessarie presenti sul server, in modo da avere sul disco fisso del notebook questa struttura:
C:\UnitaVirtuale\Impostazioni\
C:\UnitaVirtuale\Librerie\
C:\UnitaVirtuale\Documenti\Mario\
Ora che abbiamo “in locale” tutti i files che servono ai nostri programmi, dobbiamo definire le unità virtuali in modo da modificare temporaneamente i percorsi delle unità X: e Z: affichè “puntino” alle cartelle locali appena create, ma rispettando la somiglianza con i percorsi originari.
Definiremo quindi tramite il comando Subst (con le modalità che vedremo poi) le seguenti unità virtuali, con i relativi percorsi:
X: -> C:\UnitaVirtuale
Z: -> C:\UnitaVirtuale
Ora il software accederà ai files ancora usando i suoi link già configurati, ma adesso verrà “ingannato” dai redirezionamenti dei drive virtuali e crederà di usare i files di rete del server (che invece ora non è collegato) ma in realtà starà usando i files che abbiamo copiato in locale.
Così, in maniera completamente trasparente per il software, i files necessari saranno disponibili (senza dover cambiare le impostazioni dei programmi) anche quando non siamo collegati in rete, e spariranno così i malfunzionamenti relativi alla loro mancanza.
Nota 1: quando ci collegeremo nuovamente alla rete aziendale, basterà disabilitare l'unità virtuale perchè il notebook torni automaticamente ed istantaneamente ad “usare” i files sul server. Se però abbiamo modificato i files contenuti nelle cartelle che avevamo copiato sul disco fisso locale, e dobbiamo mantenere tali modifiche, dobbiamo ricordarci di ricopiare tali cartelle nel server!
Nota 2: quando tramite il comando Subst redirezioniamo il percorso di un'unità di rete già presente con un'unità virtuale che usa la stessa lettera di unità, il percorso precedente viene “sovrascritto” temporaneamente dal nuovo percorso. Appena disabiliteremo tale unità virtuale, la lettera associata all'unità di rete tornerà automaticamente e istantaneamente ad essere associata al percorso di rete originario (pertanto non sarà assolutamente necessario ricrearla).
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