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L'approccio con il programma appena installato è della massima semplicità, quella in figura 4 è la schermata che si
presenta all'apertura del software, si nota al posto della barra superiore tipica dei programmi Win. il set delle tre
linguette che permettono l'accesso alle corrispondenti aree di lavoro. Subito sotto trova posto il menu principale e la
parte principale della finestra è suddivisa in tre aree.
Figura 4. Schermata di principale di acquisizione del materiale audio/video.
In alto a sinistra è posta la finestra di anteprima con i pulsanti di controllo del flusso del filmato, a destra troviamo
la libreria degli strumenti a nostra disposizione e infine, in basso, è posta in sequenza la lista dei filmati che sono
stati registrati o importati.
La figura 5 mostra le opzioni disponibili per registrare il materiale multimediale. Per ognuna delle caselle, che corrispondono
ad un tipo diverso di sorgente audio/video, è poi presente un'interfaccia che permette il controllo dei corrispondenti
dispositivi (se sono in grado di supportarlo) e l'aggiustamento di tutti i parametri relativi alla qualità dell'acquisizione.
Queste sezioni sono pressoché identiche a quelle di cui sono dotati altri prodotti, anche ben più costosi, della Magix e quindi
assicurano la massima completezza e affidabilità. A titolo di esempio riporto in figura 6 la schermata che si presenta
clickando su Cattura Video. Si noti che se non si intende modificare il video è anche possibile masterizzarlo "al volo"
spuntando la casella "masterizzazione istante del disco", così facendo Magix Film si CD & DVD 3.0 avvia contemporaneamente
l'acquisizione da sorgente analogica e la masterizzazione su CD, VCD o DVD.
Figura 5. Devices di acquisizione.
Figura 6. Impostazioni per la cattura di filmati audio/video da una sorgente analogica.
Come si vede dalla figura 4 per ogni spezzone acquisito viene creata una casella sulla metà bassa della schermata. Per ognuna
di tali caselle è possibile impostare alcuni parametri per la correzione automatica di alcuni aspetti cromatici dell'immagine
nonché e possibile regolare lo zoom e la posizione al fine di eliminare le eventuali bande nere che possono comparire su ognuno
dei quattro lati del quadro immagine.
Una volta che siano state acquisite tutte le fonti desiderate è opportuno passare alla fase di editing selezionando l'apposita linguetta.
La finestra del programma mantiene la suddivisione in tre parti che ha caratterizzato anche la parte di acquisizione. Ora però
sono accessibili tutte le opzioni che consentono un restauro più fine dell'immagine e del suono, oppure le funzioni di taglio
scene automatico o manuale, oltre che l'aggiunta di titoli e sottotitoli e di effetti di transizione.
Sono disponibili in questa fase due approcci diversi al video editing: uno elementare denominato storyboard che permette
l'affiancamento delle scene ma non è molto versatile se si intendono aggiungere sottotitoli, effetti o altro; l'altro indicato
come timeline che consente di vedere chiaramente il tempo esatto nel filmato in cui applicare ogni sorta di modifica possibile.
Utilizzando questa modalità è immediato poi sistemare i parametri relativi all'aggiunta di titoli o di una colonna sonora nonché
tutto quanto riguardi gli effetti audio e video. La figura 7 riporta la schermata di una situazione tipica: dopo aver acquisito
un filmato abbiamo applicato filtro per migliorare un po' il contrasto e abbiamo aggiunto una colonna sonora e un titolo. Il
tutto è stato creato in non più di dieci minuti, compresa l'acquisizione dei cinque minuti di filmato.
Figura 7. Interfaccia di editing in modalità timeline.
Ben realizzata è anche la parte di restauro audio/video in quanto permette di applicare, con un'anteprima in tempo reale, dei
controlli molto efficaci. In figura 8 è rappresentata una fase del restauro nella quale è in corso la regolazione del grado di
nitidezza/sfocatura dell'immagine. In figura 9 invece stiamo provando a ridurre l'enfasi del rumore di registrazione. Molto
interessante è il grado di evoluzione a cui questo prodotto è stato portato, tipicamente queste erano peculiarità di prodotti
di fascia superiore.
Per chi non desidera o non si sente pronto per tutte queste novità non c'è problema, Magix mette anche a disposizione uno
strumento, denominato MovieShow Maker, che da solo ottimizza seguendo uno dei dieci stili a disposizione, tutte le fonti
inserite nella storyboard inserendo effetti ed efficaci transizioni quando necessario, oltre che una completa colonna sonora.
Così in un istante il gioco è fatto e si può accedere alla masterizzazione.
Figura 8. Interfaccia di restauro video.
Figura 9. Interfaccia di restauro audio avanzata.
Soddisfatti del risultato possiamo andare alla fase di finalizzazione del lavoro ovvero il salvataggio di tutto
l'elaborato in un filmato unico. Se scegliamo di non fare un CD/DVD possiamo selezionare dalla voce file del menu principale
l'opzione di esportazione e scegliere tra i vari formati supportati quello che fa al caso nostro. Altrimenti cickando sulla
linguetta make disk si accede all'interfaccia di riversamento su CD/VCD/DVD del filmato. La figura 10 mostra come sia veramente
ben curata anche questa fase dell'elaborazione. In pochi minuti si può infatti creare un menu interattivo di navigazione DVD di
qualità professionale. Il funzionamento è testabile tramite il telecomando virtuale posto sulla parte sinistra della finestra.
Una volta finito si può procedere alla masterizzazione del DVD:
Figura 10. Creazione di un menu per DVD.
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