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Un primo tentativo di installare la versione a 64 bit della Mandrake è stato fatto provando solo ad aggiornare i pacchetti già installati nella precedente esperienza a 32 bit usando la procedura guidata presente nell'installazione.
Questo tentativo è andato a vuoto in quanto il sistema non è più stato in grado di avviarsi. La cosa migliore da fare allora è stata la formattazione delle partizioni dedicate al sistema lasciando intatta quella per le home degli utenti. Così, partendo da zero, ho iniziato l'installazione della nuova distribuzione con gli stessi criteri per la scelta dei pacchetti e per le impostazioni di base usati con precedente distribuzione.
Una piacevole sorpresa al riavvio del sistema è stata vedere che con il nuovo codice a 64 bit l'ACPI è stato riconosciuto e reso attivo in modo automatico.
Il proseguimento della configurazione allora è stato fulmineo: copia del file di configurazione del server grafico e installazione di cpudyn, script di inizializzazione per il touchpad (che intanto viene visto come un normale mouse ps/2 ma funziona egregiamente anche con il tocco-click). Tutto funziona bene: rete ethernet, usb, touchpad, audio.
Credevo di avere la situazione in pugno quando mi sono scontrato con l'installazione del modulo Nvidia per la scheda video. E' necessario per questo avere una configurazione valida nei sorgenti del kernel e non avere il frame-buffer attivato in essa.
Si rende quindi obbligata la ricompilazione del kernel ma, amara sorpresa, per qualche motivo, anche dopo aver installato il kernel ricompilato, il programma di installazione del modulo nvidia si rifiuta di portare a termine la compilazione del modulo.
Questa situazione si risolve con un qualsiasi altro kernel. Ho fatto vari tentativi con una versione 2.6.7 standard patchata per sistemi x86_64, con una versione 2.6.7 scaricata dagli ftp della Mandrake, con una versione 2.6.8-1 appartenente alla distribuzione FedoraCore per sistemi a 64 bit (la peggiore, il sistema non era neppure in grado di arrivare al mount delle partizioni del disco). Infine sono approdato al kernel 2.6.5-7.104 distribuito nel porting a 64 bit della Suse 9.1 e scaricabile dagli ftp di tale distribuzione. Grazie a questo kernel, mantenendo una configurazione quasi uguale a quella usata per l'installazione funzionante (kernel 2.6.7-LNX) a 32 bit ho ottenuto un sistema stabile. Come già accennato, il problema riscontrato con il kernel Fedora era fondamentale, il sistema andava in stallo in fase di avvio, ho fatto vari tentativi con differenti configurazioni ma non sono mai riuscito ad avviare il computer; eppure Fedora è una distribuzione che si basa su RedHat come Mandrake.
Con il kernel standard 2.6.7 patchato per i 64 bit e l'aggiunta del supermount, come per i kernel Mandrake 2.6.7, il sistema era stabile eccetto per quanto riguarda la gestione dell'usb. Le periferche usb-1 infatti non creavano nessun problema ma la penna usb-2, se inserita e disinserita più di una volta, dava luogo ad un “oops” del kernel. Praticamente un errore grave, che spesso ha impedito anche il corretto spegnimento del sistema. Avendo la necessità di usare una memoria flash usb-2 ovviamente questo inconveniente era insopportabile.
Il kernel Suse invece è risultato privo a questo bug, anche facendo una serie ravvicinata di inseriemento/estrazione della flash non ho mai registrato problemi di sorta.
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