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Una volta configurata a dovere ed installato il nuovo kernel (il file .config usato si trova a questo link) il processore fa il suo dovere ma è necessario ancora installare un programmino che si occupi di impostare attraverso l'acpi la frequenza di lavoro adeguata alla situazione. Se si usa una configurazione già testata l'installazione di un kernel non è una cosa che deve destare troppa paura, basta decomprimere i sorgenti nella directory /usr/src , copiare nella directory del nuovo kernel il file di configurazione, eventualmente fare delle modifiche con il comando make menuconfig, oppure make xconfig se si usa l'interfaccia grafica.
Di seguito si andrà a compilare il kernel effettivo e i moduli (driver) rispettivamente con i comandi make bzImage e make modules, se queste fasi vanno a buon fine si procederà ad installare i moduli con make modules_install, se anche questo non da luogo ad errori si possono copiare il file System.map e arch/i386/boot/bzImage nella directory /boot prestando attenzione a dare loro dei nomi appropriati nella directory destinazione come ad esempio /boot/System.map-versionexx e /boot/vmlinuz-versionexx.
Fatto ciò si può aggiungere al file di configurazione del LILO la struttura relativa al nuovo kernel copiando una di quelle presenti e sostituendo il nome dell'immagine con quello del file appena copiato ed eliminando la riga relativa a initrc che non è indispensabile. Apprestandosi ad usare il nuovo kernel 2.6.7 è necessario aggiungere le direttive acpi=on pci=noacpi alla riga append della nuova istanza del LILO.
Dopo aver lanciato il comando lilo si può riavviare e scegliere dal menu di avvio il nuovo kernel. Se tutto è stato fatto correttamente non ci dovrebbero essere problemi e, per quanto riguarda la gestione corretta della cpu dovremmo essere a posto. Ora l'acpi è in grado di controllare lo stato della cpu. Resta da automatizzare il cambiamento di tale stato. Ciò può essere affidato ad un programmino chiamato cpudyn che si compila e installa senza problemi, basta inserire uno script di avvio in /etc/rc5.d per renderlo attivo allo startup.
Passiamo ad un altro aspetto.
Una caratteristica della Mandrake è la presenza del supermount, questa è una parte del kernel che permette al sistema operativo di identificare l'inserimento/estrazione di periferiche esterne al sistema quali sono ad esempio i CD o dispositivi di memorizzazione USB e di montare/smontare il filesystem di queste periferiche in modo automatico. Per adeguare il nostro nuovo kernel a tale funzionalità è necessario applicare una patch. In rete è disponibile la patch LNX che è comprensiva del supermount e di altre funzionalità aggiuntive, compreso il supporto dei driver grafici Nvidia da non installare perchè sono una vecchia versione. Comunque questa patch riconosce automaticamente i sorgenti del kernel 2.6.7 e si installa in modo corretto e semplice. Prima di compilare quindi bisogna far attenzione ad abilitare il supermount.
Con questo possiamo considerare quasi concluse le operazioni sul kernel.
Ora passiamo ad analizzare ciò che funziona e ciò che invece non è ancora supportato.
I bus USB-1.1 e USB-2 sono correttamente funzionanti, testati con un mouse, una stampante Epson, uno scanner Epson in standard usb-1.1, e con una penna-usb Sandisk da 512 MB in standard usb-2.
Il suono funziona bene con i driver intel-i8x0 che sono compatibili con il chipset nvidia.
Il bus IEEE8139 firewire viene correttamente riconosciuto.
La scheda di rete funziona bene con i driver che sono installati automaticamente.
La scheda video e lo schermo sono completamente supportati dopo i cambiamenti al file X86Config-4 e l'installazione degli ultimi driver nvidia (versione testata 1.0-6.111).
La gestione delle frequenze di lavoro della cpu è corretta grazie alle direttive date nelle impostazioni del lilo e grazie a cpudyn.
Siamo già a buon punto.
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