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Prima di installare Linux il sistema è stato partizionato e formattato dedicando 50GB a Linux dividendo i 30 GB dedicati a Windows in due partizioni da 15GB ciascuna, una dedicata al sistema operativo e l'altra per interscambio dati. A questo punto è stato reinstallato Windows con i CD forniti a corredo del PC e sono stati ripristinati tutti i driver, inoltre è stata compiuta una verifica completa del funzionamento corretto di tutte le periferiche di cui è dotato il computer. Ad esito positivo di tutti i test è iniziata l'avventura con Linux, nella versione “standard” a 32bit.
La parte di disco dedicata a questo sistema è stata partizionata dedicando 3 GB di spazio alla directory radice, 15 GB alla /usr, 5 GB alla /var e lasciando il rimanente per le home degli utenti.
Si è optato per la scelta individuale dei pacchetti da installare che permette di personalizzare il sistema in modo completo e in questa fase sono stati selezionati tutti i pacchetti disponibili, ma non quelli superflui ed inutili come ad esempio il supporto per il cinese, ecc.
L'installazione così procede senza intoppi fino alla sua conclusione chiedendo di impostare il tipo di scheda video, il tipo di scheda di rete, una eventuale connessione ad internet e i servizi da attivare al boot.
Ora c'è il riavvio. Tutto bene, il computer parte, il bootloader (LILO per default) chiede di scegliere tra la precedente installazione di Windows e Linux. L'avvio dei servizi di base procede correttamente ma quando viene proposta l'interfaccia grafica si ha la prima sorpresa. Infatti, come un attento lettore avrà certamente notato, la risoluzione del display non è standard. Si tratta di un LCD con 1280x800 punti e avendo impostato una risoluzione di 1024x768 restano a schermo delle grandi fasce nere non utilizzate. Per fortuna è facile ovviare a questo problema ma è necessario iniziare a “sporcarsi le mani” andando a modificare manualmente il file di configurazione del server grafico, eliminando le impostazioni relative alle risoluzioni presenti ed aggiungendo quella per questo display.
Io ho risolto il problema come segue: innanzitutto, usando come server grafico l' Xfree86-4.3 è necessario localizzare il file /etc/X11/XF86Config-4 ed aprirlo con un editor di testo tipo emacs o kate. Dato che è un file di sistema è necessario essere loggati come utente root per poterlo modificare.
Nella parte Section “Monitor” è necessario aggiungere la riga ModeLine "1280x800" 83.5 1280 1344 1480 1680 800 801 804 828 che da le direttive al server grafico per impostare la risoluzione di 1280x800 punti alla frequenza di 60 Hz; quindi nella Section “Screen” aggiungere
Subsection "Display"
Depth 24
Virtual 1280 800
EndSubsection
Come riferimento allego il mio file XF86Config-4.
Un altro punto dolente della parte grafica è dato da uno spiacevole bug dei driver forniti con la Mandrake (che sono quelli che si trovano in ogni kernel standard). Ci si accorge ben presto che quando si passa da una schermata grafica ad una testuale, ad esempio cambiando runlevel o passando ad una console (ctrl-alt-f1), o più semplicemente quando si va a spegnere il PC, lo schermo risulta completamente corrotto e risulta impossibile riuscire ad interpretare ciò che vi compare. La soluzione a questo bug si può trovare scaricando da internet gli ultimi driver Nvidia dal sito ufficiale ed installandoli. Questi driver forniscono anche un completo supporto all'accelerazione hardware 3D open-GL. Il file scaricato è un file eseguibile che necessita di essere lanciato senza che sia in esecuzione alcun server grafico e senza che il supporto per il frame-buffer sia attivo.
Per avviare il PC in modalità testuale una volta soltanto, giusto per installare i driver aggiornati, è sufficiente premere 'I' quando richiesto in fase di caricamento del sistema operativo, avviare tutti i servizi eccetto 'dm' che sta ad indicare DisplayManager.
Disattivare il frame-buffer invece è un po' più complicato. E' necessario editare il file /etc/lilo.conf e sostituire la direttiva vga=*** con vga=normal e lanciare il comando lilo per riscrivere il MasterBootRecord con le nuove impostazioni.
Se queste modifiche non bastassero per installare i nuovi driver perché non esiste una versione precompilata dei moduli Nvidia per la Mandrake 10.0 è necessario ricompilarli ma per far ciò servono i sorgenti del kernel linux e una configurazione valida senza frame-buffer. Si noti il carattere condizionale dell'affermazione. Ciò è dovuto al fatto che comunque un nuovo kernel andrà compilato per far lavorare a dovere la CPU e quindi è bene già a questo punto iniziare a prendere familiarità con questo tipo di operazione. Il mio consiglio comunque è di non installare da ora i driver in questione ma di attendere di aver sistemato almeno il prossimo nodo che viene al pettine.
Un utente attento infatti non potrà fare a meno di notare quanto il sistema così funzionante sia lento rispetto alle attese e infatti, spulciando tra i file della directory /proc si scopre che l'ACPI non è abilitato e che il processore, che dovrebbe avere una frequenza di clock massima di 2GHz, sta funzionando sempre a 800MHz !!
Quindi risparmio energetico sempre attivo!! Senza ACPI abilitato infatti non viene riconosciuta la tecnologia powernow di AMD che permette di variare la frequenza di lavoro della cpu in conformità al carico di lavoro.
Per abilitare questa funzione è opportuno cambiare kernel scaricando da www.kernel.org la versione stabile più recente. Al momento dei test era la 2.6.7 .
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