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Come già si può intuire dall'introduzione, l'obiettivo di questa esperienza è quello di ottenere un sistema operativo open-source, quindi scaricabile da internet senza costi aggiuntivi per licenze, in grado di sostituire Windows. Ci siamo posti come condizione quella di non toccare il codice sorgente dei pacchetti installati in modo da permettere a chiunque abbia anche una non approfondita conoscenza di informatica di provare a ripetere la nostra installazione. Va detto comunque, che se si intende provarci è necessario munirsi di una buona dose di buona volontà e tempo.
Il notebook usato per i test è un HP pavilion ZV5191EA.
I componeti hardware di cui è composto sono i seguenti:
- CPU: AMD64 3200+
- RAM: 512MB DDR
- CHIPSET: Nvidia nForce3-150
- SCHEDA VIDEO: Nvidia Geforce4-440Go con 64MB di memoria dedicata
- SCHEDA DI RETE: Realtek RTL-8139 (ethernet 100Mbps)
- SCHEDA WIRELESS: Broadcom Corporation BCM94306 802.11g
- FIREWIRE: Texas Instruments TSB43AB21 IEEE-1394a-2000 Controller
- PCMCIA: Texas Instruments
- LETTORE MEMORY CARD 5 in 1: Texas Instruments
- MODEM: è un modem 56k software AC'97, Windows lo riconosce come un Agere
- DISPLAY: LCD 1280x800
- DISCO FISSO: 80GB
- LETTORE MASTERIZZATORE CD/DVD+R: Toshiba ODD-DVD SD-R6252
La scheda audio e il controller USB1.1-2 sono quelli integrati nell' nForce3-150.
La dotazione software con la quale viene venduto il PC è composta come segue:
Microsoft WindowsXP-Home Edition Service Pack 1,
Microsoft Encarta,
Microsoft AutoRoute 2004,
Microsoft Works,
Microsoft Word,
Microsoft Photo Premium,
Norton Antivirus 2004,
InterVideo WinDVD Creator 2,
HP ImageZone,
Sofware vario HP,
Driver per tutte le periferiche.
Tutti i pacchetti qui elencati sono forniti su CD o DVD, Windows XP SP1 è già installato con tutti i driver.
Oltre a ciò ci siamo muniti di una copia della distribuzione Linux Mandrake 10.0 Official (32 bit) nonché, in seguito, di quella denominata Mandrake 10.0-AMD64 (64 bit).
La scelta è ricaduta su Mandrake in quanto si proponeva come una distribuzione facile da installare e rivolta all' home-computing con uno sguardo alla multimedialità più che alla gestione di server. Inoltre, al momento della pianificazione del lavoro, era quella che prometteva una distribuzione ufficiale a 64 bit entro breve e quindi lasciava ben sperare per il futuro.
Ponendoci l'obiettivo di riuscire a rendere il sistema indipendente da Windows abbiamo deciso di dividere il disco fisso dedicando i primi 50 GB a Linux e i restanti 30 al sistema operativo di Bill Gates.
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