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Negli ultimi mesi il mercato informatico ha visto una crescente diffusione di computer dotati dei nuovi processori a 64 bit di produzione AMD i quali, anche grazie ad un prezzo competitivo, si sono guadagnati una discreta fascia di mercato. Sta di fatto però che fino ad ora non era possibile sfruttare in pieno le capacità elaborative di questi calcolatori in quanto i sistemi operativi disponibili erano tutti compilati a 32 bit e quindi in grado solo di sfruttare la capacità di questi nuovi processori di adeguarsi alle vecchie istruzioni ed eseguirle correttamente.
In questo articolo ci occuperemo di capire a che punto sia arrivato lo sviluppo dei sistemi operativi open-source (Linux) a 64 bit in attesa dell’uscita sul mercato della nuova versione di MS Windows in grado di sfruttare questa tecnologia.
Per fare ciò abbiamo deciso di porci in una delle condizioni storicamente più delicate e critiche per il mondo del pinguino, provando ad installare Linux su un portatile.
L'esperienza si è suddivisa in tre fasi fondamentali:
- Verifica della piena funzionalità del sistema acquistato con l'uso di MS-WindowsXP.
- Affiancamento a MS-WindowsXP di una distribuzione Linux a 32 bit di ultima generazione (Mandrake 10.0 Official) e configurazione della stessa con l'aggiunta di tutti i software disponibili sul web necessari all'ottenimento del massimo livello raggiungibile di sfruttamento delle capacità messe a disposizione dell'hardware.
- Sostituzione del sistema operativo Linux Mandrake 10.0 con la versione AMD64 della stessa distribuzione. Configurazione del sistema a 64 bit e verifica dei componenti hardware supportati unita a test di compatibiltà verso i “vecchi” software a 32 bit.
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