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Per prima cosa vediamo in configurazioni a consumo costante quali sono le temperature stabilizzate dopo qualche decina di minuti di funzionamento continuo.
Qui di seguito vediamo la comparazione tra il Overclock Labs® Block e il CoolerMaster Aero7+, utilizzando la scheda madre Soltek che è in grado di leggere anche la temperatura interna del sensore integrato nella CPU AthlonXP (T_abs2).
Questa prima tabella è con CPU in condizioni di IDLE:

T_amb = temperatura ambiente (e temperatura dell'acqua iniziale)
sys = temperatura del chipset della MB (dal sensore della MB)
cpu = temperatura esterna del core della CPU (dal sensore della MB)
abs2 = temperatura interna del core della CPU (dal sensore integrato nella CPU)
Questa seconda tabella è in condizioni FULL-LOAD:

I Watt indicati sono quelli dissipati nelle condizioni di massimo carico energetico della CPU (Max Thermal Design) e sono ricavabili a partire dai valori iniziali con la formula W1 = (V1 / V0) ^2 * (F1 / F0) * W0 * 0.95. Il termine 0.95 è il fattore correttivo approssimato per le cpu Barton.
Come vediamo le differenze superano abbondantemente i 5 gradi nel caso più significativo, cioè quello a 2315 MHz. Si tratta comunque di una potenza da dissipare ancora piuttosto contenuta, per cui il dissipatore ad aria mantiene una buona prestazione, seppur distanziato dalle prestazioni del waterblock. Quest'ultimo è però penalizzato, come vedremo anche dopo, dalla temperatura dell'acqua che tende a salire con una certa facilità, e si nota soprattutto nel caso full-load continuato, a causa del radiatore.
Adesso riportiamo la stessa tabella in configurazioni più critiche, ottenute grazie alla scheda madre Epox 8RDA3+, anche se nel solo caso IDLE in quanto il dissipatore ad aria non garantisce una sufficiente stabilità in queste condizioni:

Con carichi così elevati da dissipare (ben oltre i 100W massimi teorici, in pratica circa due terzi in condizioni di riposo) la differenza di temperatura è di circa 10 gradi, ovvero di circa il 30-40 % di differenza se riferito alla temperatura ambiente. Si tratta di un ottima diminuzione di temperatura, che nel secondo caso sarebbe potuta essere ben superiore se consideriamo che l'acqua era passata da 19 gradi a ben 25,5 gradi in circa 15 minuti diminuendo l'efficacia del waterblock. Questo fattore è da imputare unicamente al radiatore, in quanto è l'unico componente del circuito dedito a raffreddare l'acqua. Il waterblock invece dimostra di estrarre e smaltire una notevole quantità di calore per riuscire a riscaldare così tanto l'acqua in così poco tempo.
Ora riportiamo nel grafico sottostante gli andamenti temporali delle temperature dall'accensione per entrambi i sistemi di raffreddamento. Precisiamo che nei grafici i primi 10 minuti sono con CPU a basso carico, mentre dopo il decimo minuto viene mantenuta una condizione di full-load per tutto il resto della prova.

Con il processore in configurazione standard (1833MHz, Vcore 1.65v, 68,3Watt) si ha subito una differenza di temperatura di 7-8 °C a favore del waterblock, che riesce subito a smaltire senza problemi il calore generato. Dopo circa 15 minuti però si vede che la differenza diminuisce perché la temperatura con il waterblock tende a salire leggermente. Questo avviene a causa del riscaldamento dell'acqua di cui abbiamo già parlato, e che si può risolvere con un radiatore più performante o un diverso circuito di raffreddamento.

Ad un primo consistente overclock della cpu (2315MHz, Vcore 1.85v, 103Watt), quando le potenze da dissipare iniziano a diventare critiche per molti sistemi di raffreddamento convenzionali, il waterblock arriva ad ottenere differenze superiori ai 10°C, almeno fino a quando il solito innalzamento della temperatura dell'acqua ne penalizza leggermente il risultato (come si vede dalle temperature dell'acqua riportate).

Il dissipatore CoolerMaster in questo overclock (2395MHz, Vcore 1.925v, 115Watt) ha retto solo con basso carico della cpu, bloccando subito la cpu in full-load. Le temperature sono anche in questo caso differenti di oltre 10°C. La temperatura stabilizzata in full-load è stata di 41°C con l'acqua che aveva raggiunto ben 27°C, quindi si tratta di un risultato molto interessante, considerando che nei sistemi a liquido la temperatura dell'acqua va pensata come se fosse la temperatura ambiente con cui deve confrontarsi il waterblock.

In configurazione ad elevata potenza da dissipare (2449MHz, Vcore 2.10v, 140Watt) ritroviamo un vantaggio di poco più di 10°C che via via diminuisce con il riscaldarsi dell'acqua (passata da 19 a 25°C in soli 10 minuti) . In questa configurazione il CoolerMaster Aero7+ ha fatto raggiungere preoccupanti temperature di 52°C alla CPU (valore comunque buono per un dissipatore ad aria non modificato); il waterblock Overclock Labs® Block si è mantenuto a un più tranquillo valore di 44°C, destinato però a salire ulteriormente con il riscaldarsi dell'acqua.
Vediamo ora qual è stato l'andamento della temperatura sotto Windows 2000 con la CPU a pieno carico elaborativo, quando abbiamo intenzionalmente spento sia la pompa che la ventola del radiatore, simulando quello che può accadere se ci si dimentica di accendere il sistema di raffreddamento a liquido quando si avvia il PC (cosa comunque impossibile con il kit di Gio.Ma da noi impiegato perché viene comandato automaticamente dal PC). In seguito abbiamo riacceso l'impianto per vederne la velocità di ripristino della temperatura.

Sebbene il processore fosse a frequenze e voltaggi originali, lo spegnimento della pompa e del radiatore hanno portato il waterblock ad assorbire tutto il calore senza poterlo smaltire, privandolo quindi subito in modo progressivo della capacità di raffreddare la cpu. In meno di due minuti e mezzo la temperatura è salita di ben 6 °C, e accennava a salire con lo stesso ritmo. Quando abbiamo riacceso il sistema, il waterblock nuovamente attraversato da acqua fresca ha riportato la temperatura praticamente al livello iniziale pressapoco nello stesso tempo, evidenziando una capacità di smaltire la somma del calore accumulato nei minuti precedenti e del nuovo calore prodotto dalla cpu in maniera sicuramente molto efficiente.
Questo deve comunque far notare come un sistema di raffreddamento a liquido, che utilizza sempre waterblock di dimensioni piuttosto contenute in quanto non c'è necessità di scambio con l'aria, è molto sensibile al problema del blocco del circolo dell'acqua. Per contro un dissipatore ad aria, seppur molto meno efficiente, soffrirà di meno nel caso si blocchi la ventola in quanto la massa del proprio corpo dissipante è molto maggiore e quindi in grado di assorbire una maggior quantità di calore (effetto "buffer") prima di far innalzare la temperatura della cpu. In effetti abbiamo ripetuto il test spegnendo il rotore del CoolerMaster Aero7+, e abbiamo ottenuto lo stesso innalzamento di temperatura in 6 minuti anziché in 2 e mezzo.
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