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Il contenitore di liquido è una vaschetta chiusa a tenuta stagna con doppia guarnizione, di dimensioni di circa 15 x 11 x 8 cm (lunghezza x larghezza x altezza). Al suo interno è integrata una pompa da ben 800 lt/h. I raccordi di uscita sono per tubi da 12mm. E' alimentata con presa a 220V dotata di ferma-cavo per fissare il cavo in uscita dalla parte posteriore del case ed evitarne il contatto con bordi taglienti. E' dotata di un relè da collegare tramite molex all'alimentatore del PC in modo che l'accensione e lo spegnimento della pompa siano automatici con l'accensione del PC.
La pompa essendo interna utilizza l'acqua del circuito per raffreddare il calore dato dal proprio funzionamento, a svantaggio rispetto ad una soluzione esterna. L'impatto comunque è minimo (abbiamo registrato innalzamenti di temperatura dell'acqua dovuti alla sola pompa di circa 1 grado) e presenta il notevole vantaggio della semplificazione di installazione e delle ridotte dimensioni dell'impianto.
Il contenitore è sigillato con doppia guarnizione in silicone e presenta un sistema di eliminazione delle vibrazioni della pompa interno, inoltre la base presenta quattro ventose di gomma che eliminano il propagarsi di eventuali vibrazioni al case eliminando così ulteriormente possibili cause di rumorosità.

Il radiatore Black Ice Pro è dotato di tubi piatti in rame a doppia passata. Ha dimensioni di 152 x 129 x 25 mm ed è dotato di una potente ventola da 12x12 cm dotata di molex con contatti riposizionabili per ottenere una tensione di +5V, +7V o +12V. Utilizzando la tensione di +7V abbiamo ottenuto una discreta capacità di smaltimento del calore dell'acqua, con un funzionamento molto silenzioso, inferiore a quello dell'alimentatore del PC. Per i test di prestazioni abbiamo invece alimentato la ventola con +12V per ottenere il massimo raffreddamento, ottenendo una rumorosità comunque contenuta ed inferiore a quella della stragrande maggioranza dei dissipatori ad aria comunemente utilizzati. Il Black Ice Pro ha una capacità massima dissipante dichiarata di 440 Watt/ora (1500 BTU/ora) posizionandosi tra i prodotti di fascia medio/alta, ma come vedremo si rivelerà ancora non sufficiente a smaltire tutto il calore estratto dal waterblock nei test più spinti, rappresentando quindi il collo di bottiglia del sistema. Segnaliamo a questo proposito che esiste una versione Xtreme del Black Ice, con profondità della superficie dissipante raddoppiata, che arriva ad una dissipazione dichiarata di 920 Watt/ora , e che sarebbe il perfetto "compagno" del waterblock di Kavvadias negli overclock più pesanti. In alternativa il Black Ice Pro utilizzato è predisposto per una seconda ventola da 12x12cm sull'altra superficie, in modo da poter realizzare la nota configurazione a "sandwich" per potenziare il flusso d'aria tra le lamelle.

Il waterblock Overclock Labs® Block viene fornito completo dei pezzi necessari al suo fissaggio sia in sistemi AMD Socket A sia in sistemi Intel Pentium4 Socket 462. Si compone di due alette che vanno fissate tramite viti agli estremi di una staffa cilindrica. A questa poi viene avvitata la manopola filettata la cui punta andrà a premere l'apposito incavo centrale del waterblock.
Si tratta di un sistema piuttosto macchinoso a prima vista, ma che in realtà si monta e si smonta in un attimo senza nessuno strumento (a parte un cacciavite nel primo fissaggio). Solo nel primo montaggio ci può essere qualche difficoltà, nel momento in cui si vanno a fissare le due alette al cilindretto, in quanto avvitandole si corre il rischio di non allinearle bene e disallineare il foro centrale del cilindretto rispetto alla verticale del socket. Conviene quindi effettuare questa fase con manopola già avvitata e il tutto posizionato sul socket sopra il waterblock, in modo da avere il corretto riferimento verticale al momento del fissaggio delle viti. Fatta questa operazione iniziale, per togliere e rimettere il tutto basterà poi solo svitare e riavvitare a mano la manopola.
Attenzione: la manopola va avvitata solo a mano e non con pinze o altri attrezzi, per evitare di esercitare una pressione eccessiva che porterebbe al danneggiamento del core o degli agganci di plastica del socket della scheda madre.
Il sistema di fissaggio dà un senso di instabilità finchè non viene stretto sul waterblock, ma quando il montaggio è concluso questa sensazione iniziale scompare poiché in realtà il sistema risulta molto solido e il waterblock viene spinto perfettamente a contatto con il core.
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