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Come molte altre schede di ultima generazione anche la K7N2 permette di intervenire su molti dei parametri operativi dell’hardware per cercare il tuning ottimale del proprio sistema. Attraverso la voce “Advanced Chipset Features” del BIOS è possibile intervenire sul FSB la cui frequenza di lavoro può essere impostata manualmente da un minimo di 100x2 ad un massimo di 233x2 a passi di un Mhz, nello stesso pannello è possibile impostare manualmente i timings di accesso delle ram e la frequenza relativa della stessa rispetto al FSB.
La voce “PC Health Status”, invece, permette di monitorare lo status del sistema in termini di temperature e tensioni applicate ai componenti, consentendoci di impostare una temperatura critica per la CPU raggiunta la quale viene emesso un segnale sonoro che avvisa l’utente, in modo da evitare un eccessivo stress del processore.
L’ultima voce significativa è quella relativa al controllo dei voltaggi e delle frequenze della CPU/AGP/PCI (“Frequency/voltage Control”); qui è possibile selezionare il voltaggio (max 1,8 V a passi di 0,025V) il moltiplicatore della CPU ( a patto che la stessa sia “sbloccata”, ovviamente) le tensioni applicate alle memorie e al bus AGP e abilitare i “fix” che consentono di mantenere le frequenze di funzionamento dei bus PCI e dell’AGP entro i limiti di progetto anche quando il bus di sistema lavora fuori specifica. Il moltiplicatore della CPU è limitato al valore massimo di 13X, a differenza di schede più votate all’ overclock come la ABIT NF7 o la EPOX 8RDA, ma comunque sufficiente per coprire una vasta gamma di frequenze operative, combinato con il FSB fino a 233 Mhz. Un’ ultima caratteristica della scheda è la possibilità di effettuare, tramite l’utility “Live Update 2” l’aggiornamento on-line del BIOS, dei Drivers e delle Utilities di sistema; seppur molto comoda, questa è un’operazione che sconsiglio caldamente, in particolare per ciò che riguarda il BIOS operazione di per sé delicata per l’utente non esperto, ma che rischia di trasformarsi in un disastro se durante la stessa si verificasse qualche interruzione del flusso dei dati prima di aver concluso l’operazione. Molto meglio, viste anche le esigue dimensioni dei files, eseguire l’operazione off-line utilizzando un floppy formattato ed uno di avvio, come peraltro spiegato negli allegati disponibili nell’area download del sito web di MSI.
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