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Consideriamo ora i risultati ottenuti con un disco fisso da 3”½ della serie 60GXP di IBM. Si tratta di un disco non molto recente, ma è un modello molto diffuso e dalle discrete prestazioni.
Di seguito riportiamo il grafico del tranfer rate sequenziale del disco collegato direttamente al canale EIDE della scheda madre, che sarà il riferimento per le prestazioni :
Il disco fisso ha un tranfer rate massimo iniziale di oltre 40MB/s, che scende poco sotto i 20MB/s alla fine.
Qui sotto mostriamo il grafico del disco collegato al LINDY Easy IDE USB 2.0 :
Come visto in precedenza, l'adattatore di LINDY ha un limite di trasferimento che limita la velocità massima a valori compresi tra 20MB/s e 25MB/s.
Riportiamo ora il grafico ottenuto collegando il disco al box USB 2.0 Icy Box IB-350US-B :
Notevolmente più ottimizzata per le prestazioni, l'interfaccia dell'ICY BOX raggiunge valori prossimi ai 35MB/s, non troppo distanti dal limite teorico di 480Mbps permesso dallo standard USB 2.0.
Riassumiamo nella tabella seguente i dati ottenuti nel transfer rate :
Ora analizziamo i tempi di accesso casuale al disco, che riportiamo nella tabella qui sotto :
Tutte le interfaccie portano un peggioramento del tempo di accesso trascurabile. L'adattatore di LINDY ottiene comunque un ottimo risultato, migliore di quello del box ICY.
Valutiamo ora le prestazioni ottenute con il test IOMeter utilizzando un mix di test personalizzati che simulano operazioni varie, in cui influiscono sia il tempo di accesso che il transfer rate :
Nel test IOMeter il ridotto tempo di accesso del LINDY compensa la minore velocità di trasferimento, ottenendo un buon risultato complessivo.
Di seguito la percentuale di utilizzo della CPU durante la lettura continua di 10MB/s :
Leggero vantaggio anche in questo caso per il LINDY, ma si tratta di valori molto simili.
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