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L'Icy Box IB-251 è stato testato con un sistema basato su:
- AthlonXP 3200+
- Ram 512MB DDR400 Corsair
- Scheda madre Asus A7V600-X (chipset Via KT600)
La scheda madre di Asus è basata sul chipset KT600 che supporta nativamente lo standard USB 2.0.
Il disco fisso utilizzato per i test dei box è un modello per notebook di Hitachi Travelstar a 5400rpm da 60GB, ovvero il modello con sigla DK23FB-60 .
Il disco è stato partizionato e formattato per i test.
Come primo test, abbiamo ricavato il grafico del trasferimento dati sequenziale massimo con il disco collegato direttamente al connettore EIDE 40pin della
scheda madre del PC, tramite un adattatore IDE 40pin - MiniIDE 44pin per montare dischi fissi da notebook sui desktop. Il transfer rate è stato misurato con
HD Tach v3.0.1.0:
Quindi il disco è stato montato nel box Icy Box IB-251U, e collegato al PC tramite connessione USB 2.0:
Si vede come il box non degradi le prestazioni in lettura/scrittura sequenziale, avendo lo standard USB 2.0 una banda (teoricamente di 480Mbps) sufficiente
per le esigenze di un disco fisso da notebook.
Un altro parametro importante, oltre al tranfer rate massimo, per valutare le prestazioni di un disco, interno od esterno che sia, è il tempo di accesso random ai
dati. Nel caso in cui un disco fisso venga collegato direttamente alla scheda madre tramite cavo EIDE, i dati non sequenziali sono accessibili con tempi che
sono dipendenti dal tempo di accesso tipico del disco fisso.
Quando il disco invece viene collegato tramite un box esterno, al tempo di accesso proprio del disco si somma un tempo aggiuntivo dato dalla gestione
dell'USB del sistema operativo e dalla logica di conversione dati del box stesso, che va a degradare le prestazioni. Tanto più è buona l'elettronica del box,
tanto più questo tempo sarà vicino al tempo di accesso tipico del disco fisso.
Di seguito vediamo in tabella i tempi di accesso riportati nelle varie configurazioni di collegamento:
Il ritardo introdotto dalla logica di gestione del box USB porta il tempo di accesso ad aumentare di quasi due millisecondi. Si tratta di circa il 10% di degrado,
ovvero un valore discreto che tutto sommato non degrada in maniera sensibile le prestazioni globali.
Vediamo ora i risultati comparati per una serie di benchmark :
L'utilizzo del box esterno comporta degradi che nei test effettuati sono sempre inferiori al 10%, perciò sostanzialmente trascurabili nell'utilizzo pratico.
Durante i test l'Icy Box, non avendo ventole di aerazione ed essendo basato su dischi fissi per notebook, si è dimostrato completamente silenzioso e
confortevole. Per quanto riguarda la temperatura del disco fisso contenuto, grazie alla costruzione del box in metallo che contribuisce allo smaltimento del
calore, essa si è mantenuta entro limiti accettabili; solo dopo test intensivi e prolungati il disco risulta piuttosto caldo al tatto, ma sempre entro limiti accettabili.
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