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Dati decisamente negativi per la banda larga italiana arrivano dal rapporto dell'OECD aggiornato al dicembre 2008. Secondo l'organizzazione internazionale la diffusione degli accessi veloci ad internet in Italia hanno raggiunto il 19,2%, un dato tra i più bassi registrati nei paesi OCSE. L'Italia occupa infatti la 22esima pozione precedendo soltanto Portogallo, Grecia, Ungheria, Turchia e Messico. Ancora più preoccupante è il dato tendenziale. Nel 2006 la diffusione della banda larga nel nostro Pese era del 17% e sarebbe crescita quindi di circa un punto percentuale annuo nell'ultimo biennio.
La classifica OCSE è guidata dalla Danimarca con una penetrazione del 37,2%. Sopra il 30% si pongono anche Paesi Bassi, Svizzera, Norveggia, Finlandia, Islanda, Corea del Sud e Lussemburgo. Molte meglio dell'Italia fanno anche paesi con economia e dimensioni simili alla nostra: In Gran Bretagna la diffusione elle banda larga raggiunge il 28,5%, in Francia il 28% ed in Germania il 27,4%. Anche Stati Uniti (26,7%), Australia (25,4%) e Giappone (23,6%) pur non brillando fanno decisamente meglio dell'Italia.
Lo stato deficitario della rete Italiana è stato confermato indirettamente negli scorsi giorni anche dalla pubblicazione integrale su Wikileaks del così detto Rapporto Caio che prende il nome dal consulente incaricato di redigerlo.
Fonte: VnuNet
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