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Rischia di chiudersi bruscamente uno dei pochi spazi concessi al dissenso politico e culturale in Iran. Il governo del Paese medio orientale ha infatti avanzato una proposta di legge che estende anche alle pubblicazioni tramite weblog il campo di potenziale applicazione della pena di morte.
La nuova normativa, se sarà applicata, prevede pene che vanno dall’amputazione della mano destra e del piede sinistro, all'esilio fino appunto alla pena di morte per i blogger che promuovono “la corruzione, la prostituzione e l’apostasia”. In concreto tuttavia si tratta di un provvedimento che punta a mettere a tacere le poche voci di dissenso attraverso uno strumento che ha nei giovani iraniani grande notorietà.
Già oggi siti come Yahoo!, Flickr e Facebook non sono accessibili dall'Iran per via degli spazi di espressione libera e non mediata che hanno offerto in passato.
Fonte: mytech.it
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